Reggio Calabria, il movimento Destra: “Festa dell’Unità, tanto tuonò che piovò…”

festa-unita“La serata inaugurale della festa dell’unità che avrebbe dovuto suggellare, nella sua indelicata coincidenza, la metamorfosi della sinistra da anticlericale a confessionale è miseramente fallita a causa di una forza suprema: un temporale in piena regola. Stand chiusi, palco allagato e bandiere ammainate da una pioggia battente che ha messo il punto ad una delle serate più infauste che solo la pseudo politica autoreferenziale ed arrogante del PD reggino poteva concepire. Viene da chiedere se l’ acquazzone sia stato un segno della natura che si impone per bilanciare talune storture dell uomo, di un segno supremo a ricordare come a tutto ci sia un limite ed a Reggio forse è stato superato. Molte sono le occasioni in cui la misura è stata colmata dal sig Falcomata: iniziò con l insediamento della sua giunta sul sagrato della Chiesa di San Venere al cui cospetto è stata consumata la prima di una serie di bugie, la realizzazione di una strada storicamente attesa dagli abitanti e di cui dopo ben due anni non v è traccia”, scrive in una nota il movimento Destra per Reggio. “A seguire -prosegue la nota- lo scempio del corso Garibaldi e le lungaggini di Piazza Duomo che obbliga la Vara a percosri tortuosi, poi la perla delregistro delle unioni civili a fomentare uno scontro strumentale ed ideologico ed  infine il culmine con il festival del unita con la sostituzione dei festeggiamenti della più antica festa reggina e religiosa; un’ idea che neppure ai tempo di Peppone e don Camillo sarebbe stata partorita. A tutto c’è un limite, anzi c’èra, ed a Reggio è stato superato ma senza tenere in debito conto che sopra tutto esiste una sacralità e un superiore fato, forze queste che a volte intervengono per richiamare all’ordine la supponenza di chi pensa che governare una Comunità sia un gioco di selfie o, ancor peggio, l esercizio di un potere senza rispetto e devozione per il bene del Popolo e della sua Patrona”, conclude la nota.