Ponte sullo Stretto, ecco come Renzi si è avvicinato al grande sogno del Sud: oggi l’annuncio ufficiale

Ponte sullo Stretto, i passi di Renzi per rimettere in moto il grande sogno del Sud

ponte-stretto-21Ponte sullo Stretto- Riparte ufficialmente oggi con l’annuncio di Renzi l’iter per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, che a dicembre 2012 era stata bruscamente bloccata dal governo tecnico guidato da Mario Monti. Si rimette in moto la macchina per la costruzione di una grande opera che rappresenta un sogno millenario per le popolazioni calabresi e siciliane, e che oggi darebbe una spinta straordinaria all’economia dell’intera Italia. L’annuncio odierno di Renzi arriva dopo due anni di ammiccamenti, un avvicinamento lento e graduale da parte del premier e del governo. I riflettori sono tornati ad accendersi sul Ponte il 14 settembre 2014 dopo quasi due anni dalla pietra tombale posta da Mario Monti, quando lo stesso Renzi decideva di riaprire il “dossier” sul Ponte notando che alla luce delle penali stabilite nel corso degli anni, il costo per chiudere definitivamente le procedure sarebbe troppo alto per le casse dello Stato.

Il General Contractor, infatponte-stretto-17ti, chiede penali che, considerando anche oneri finanziari e costi di liquidazione, per lo Stato significherebbero una spesa vicina al miliardo di euro. Una spesa dovuta dalla scelta di non realizzare l’opera. Renzi non ci sta. Non è mai stato contrario al Ponte a priori, e secondo alcune indiscrezioni che arrivavano già allora da Roma aveva deciso di incontrare i rappresentanti del Consorzio Eurolink per chiedere un nuovo masterplan con costi ridotti nel nome della “spending review”. Pochi giorni dopo, il 26 settembre 2014, l’allora presidente dell’Anas Pietro Ciucci rilanciava il progetto affermando che “siamo pronti a partire esattamente da dove ci siamo fermati nella realizzazione dell’opera”.

L’iter di riavvicinamento ponte-stretto-13al Ponte è poi entrato nel vivo un anno fa, il 29 settembre 2015 quando il sottosegretario alle infrastrutture Umberto Del Basso De Caro intervenendo in Aula alla Camera affermava che “il Governo disposto a “valutare l’opportunità di una riconsiderazione del progetto del Ponte sullo Stretto come infrastruttura ferroviaria previa valutazione e analisi rigorosa del rapporto costi-benefici, quale possibile elemento di una strategia di riammagliatura del sistema infrastrutturale del mezzogiorno“.

Quel giorno con 289 vponte-stretto-12oti favorevoli e 98 contrari, 21 astenuti la Camera dei deputati ha detto si’ alla “riconsiderazione del Ponte sullo Stretto come infrastruttura ferroviaria“. L’aula di Montecitorio ha approvato cosi’ la mozione sulla Salerno-Reggio Calabria presentata dalla deputata calabrese del Ncd Dorina Bianchi, alla quale il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro aveva suggerito di riformulare la parte relativa al Ponte sullo stretto. La riformulazione del sottosegretario, accettata da Dorina Bianchi, recita: la Camera impegna il governo a “valutare l’opportunita’ di una riconsiderazione del progetto del Ponte sullo Stretto come infrastruttura ferroviaria previa valutazione e analisi rigorosa del rapporto costi-benefici, come possibile elemento di una strategia di riammagliatura del sistema infrastrutturale del mezzogiorno“.

Insomma, possiamo consponte-stretto-9iderare Settembre il mese del ponte perchè per il terzo anno consecutivo abbiamo gli annunci ufficiali da parte degli esponenti del governo che hanno deciso di riprendere in mano il progetto.

Sempre un anno fa, il 6 novembre 2015, sollecitato da Bruno Vespa, in un’intervista contenuta nel suo ultimo libro, Renzi ha trattato il tema del Ponte sullo Stretto, mettendolo all’ordine del giorno e affermando senza mezzi termini: “Certo che si farà. Prima di discuterne sistemiamo l’acqua di Messina, i depuratori e le bonifiche. Poi faremo anche il ponte, portando l’alta velocità finalmente anche in Sicilia e investendo su Reggio Calabria, che è una città chiave per il sud. Dall’altra parte dobbiamo finire la Salerno Reggio Calabria. Quando avremo chiuso questi dossier sarà evidente che la storia, la tecnologia, l’ingegneria andranno nella direzione del ponte, che diventerà un altro bellissimo simbolo dell’Italia“.

Poi, il 1° dicembre 2015 iponte-stretto-8l ministro Franceschini ha voluto “condividere la volontà del premier di portare l’Alta velocità nel Sud, di fare arrivare l’Alta velocità in Sicilia, scelta che comporta come conseguenza anche il Ponte sullo Stretto. Se la Tav si ferma a Salerno è chiaro che i turisti, soprattutto stranieri, non vadano al Sud. Per questo bisogna pensare all’alta velocità nel Meridione, alla Palermo-Catania, al Ponte sullo Stretto, sul quale il presidente del Consiglio ha fatto un discorso che io condivido completamente”

Poi sei mesi fa, il 3 marzponte-stretto-7o 2016, Renzi ospite di Isoradio ha parlato sulla realizzazione del Ponte affermando che “il ponte sullo stretto di Messina andrà fatto: certo che ci sarà prima o poi. E dovrà essere anche per i treni, dovrà essere un pezzo della struttura di alta velocità in Italia, dove già abbiamo la migliore struttura al mondo, meglio di Francia e Giappone. Bisogna andare da Milano a Venezia, da Napoli a Bari e a Reggio Calabria, e in prospettiva anche a Palermo“.

Pochi giorni dopponte-stretto-6o, il 13 marzo 2016 il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, ha risposto alle domande di Maria Latella su SkyTg24, spiegando che la realizzazione del ponte sullo Stretto è “una scelta di tipo politico” e non si può dire “no” per il rischio di infiltrazioni mafiose. Inoltre “tra Calabria e Sicilia c’è una distanza brevissima, non mi sembra un’opera faraonica. Non è che possiamo non fare le opere pubbliche perchè c’è il rischio di infiltrazioni della criminalità. Uno Stato serio lavora perchè la criminalità non si infiltri. Finchè qualcuno pensa che le cose non vanno fatto perchè c’è il rischio della criminalità e della corruzione non saremo uno Stato credibile. Inoltre ci sono ponti di maggiori dimensioni negli Usa che funzionano da una vita, e la distanza tra la Calabria e la Sicilia è brevissima dunque non mi sembra un’opera faraonica“.

Ancora Renzi il 13 aprponte-stretto-2ile diceva che “il Ponte sullo Stretto e’ un opera che si farà sicuramente, ma dopo che saranno state fatte altre opere prioritarie per la Calabria e la Sicilia. Ci sentiamo dopo il 22 dicembre quando inauguriamo la Salerno-Reggio Calabria“. Poi il 28 maggio 2016 a Favazzina all’inaugurazione dell’elettrodotto Sorgente-Rizziconi, il segretario Bellacci ha incontrato un gruppo di manifestanti pro-ponte e ha assicurato che il governo avrebbe fatto sul serio. Poco più di un mese fa, il 4 agosto, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio intervenendo ad Agorà Estate si è detto “favorevole a completare il Corridoio europeo che parte dal Nord Europa e arriva a Palermo. L’Italia ha bisogno di completare le reti infrastrutturali anche sotto Salerno, perché la carenza di infrastrutture al sud è drammatica. Se mancano le infrastrutture non si può fare sviluppo“.

Pochissimi giorni fa, il, in ponte-stretto-1un’apposita intervista al Corriere della Sera, l’a.d. di Salini Impregilo e di Todini Costruzioni Generali SpA Pietro Salini ha detto che “per fare il Ponte sullo Stretto noi siamo pronti. Bastano sei anni. Certo non dipende da noi. Per realizzare una simile infrastruttura le condizioni sono favorevoli e irripetibili. Tassi bassissimi. Fondi europei. E la possibilità di scorporare gli investimenti per le infrastrutture dal deficit. Il problema è che in Italia mancano una visione e una progettazione. Noi mettiamo nelle infrastrutture appena il 2% della spesa pubblica“.

Oggi l’annuncio ufficiale di Renzi. Si riparte per inseguire il grande sogno del Sud.