Nicolò: “sulle questioni ambientali la Calabria è in difficoltà”

Alessandro-nicolò“Sulle questioni ambientali, che anche quest’estate hanno visto la Calabria in affanno, e della depurazione che fa acqua da tutte le parti, è necessario un dibattito urgente in Consiglio regionale. L’attenzione della Regione, sia dell’Esecutivo che de Legislativo, ognuno per la propria parte ma nella consapevolezza che non si può più ciurlare nel manico, deve essere all’altezza delle difficoltà che si trascinano irrisolte da alcuni anni e dare finalmente segnali di responsabilità”. E’ quanto afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Alessandro Nicolò che sottolinea “Con 130 agglomerati calabresi che a causa delle lacune degli impianti di depurazione sono coinvolti nella procedura d’infrazione comminata dall’Unione europea, è ovvio che la Calabria aggiunge inaffidabilità su inaffidabilità, rispetto agli interlocutori nazionali ed europei, e manca ogni interessante occasione di sviluppo. Non a caso è l’unica regione del Mezzogiorno che non è stata capace nell’estate appena chiusa, di profittare dei flussi turistici internazionali. E le ragioni sono ascrivibili non solo all’inesistenza di una programmazione turistica, di cui occorre pure discutere, ma anche a condizioni strutturali che permangono incredibilmente deficitarie”. Spiega l’esponente di Forza Italia: “E’ assolutamente indispensabile che si risolvano i problemi delle piattaforme depurative, a maggior ragione dopo la condanna subita dalla Regione nel 2012 da parte della Commissione europea e visti, inoltre, i dati allarmanti proposti di recente da Legambiente Calabria, secondo cui su un totale di 548 impianti presenti in Calabria sono stati sottoposti a controllo solo 146 impianti risultando conformi 140”. Argomenta Nicolò (che ha presentato un’interrogazione rivolta al Presidente della Regione): “Non è più tempo, a due anni della X legislatura, di polemiche politiche su chi c’era prima e chi verrà dopo. Dinanzi ad una condizione così disastrosa ed anche per non subire ancora le conseguenze discendenti dalla procedura d’infrazione (2014/2059) per l’Italia che include anche la Calabria, ciò che è necessario è fare una discussione utile e concludente in Consiglio regionale. Dell’adeguamento degli impianti di depurazione, d’altronde, si parla dal 2011 e proprio in quest’anno l’Europa ha condannato la Calabria al pagamento di 60 milioni di euro per il mancato adeguamento degli impianti di trattamento dei reflui fognari. Resta che a fronte del fabbisogno finanziario necessario, stimato in 243 milioni di euro il Cipe ne ha stanziati 160 milioni a cui si aggiungevano altri 83 milioni da altri capitoli, ma la Calabria ha sbloccato opere solo per 104 milioni di euro (per un totale di 8 interventi) mentre risultano bloccate ancora 10 opere per ulteriori 140 milioni di euro. Ecco – conclude Nicolò – e non certo per amor di polemica, il dibattito in Aula sarà l’occasione per comprendere quali siano e dove si annidino le causa dei ritardi; se sono, come sembrerebbe, inadeguati i progetti per realizzare le opere o se c’è anche qui lo zampino della burocrazia. Fatto è che dinanzi ad una serie di emergenze irrisolte, la Calabria, e per essa doverosamente il Consiglio regionale che ne rappresenta tutte le istanze democratiche su mandato dei cittadini, ha bisogno che almeno se ne parli, si discuta. E che si faccia una ricognizione puntuale del quadro complessivo dei problemi e si cominci quantomeno ad affrontarli e a dare risposte. All’interno dell’esigenza ormai fortemente avvertita, di cui le forze politiche d’opposizione intendono farsi parte attiva, di promuovere delle vere e proprie ‘operazioni verità’ sulle più gravi problematiche (sanità, agricoltura, rischio sismico e dissesto idrogeologico,infrastrutture, trasporti…), la questione ambiente, e segnatamente la vicenda della depurazione delle acque, merita approfondimenti e soprattutto provvedimenti immediati”.