Monta la protesta dei 66 precari dei centri per l’impiego di Reggio Calabria

mobilitazione dei lavoratoriAncora una volta le Segreterie territoriali della FP CGIL e della CISL FP di Reggio Calabria si trovano “costrette a denunciare la situazione incresciosa dei sessantaquattro (ex 66) dipendenti a tempo determinato in servizio presso i Centri per l’Impiego della Provincia di Reggio Calabria, che attendono i propri stipendi in arretrato di ben sei mensilità. Nonostante la proroga dei contratti del suddetto personale precario sia stata autorizzata dalla Regione Calabria lo scorso marzo, ancora prima, quindi, della stipula della sub-convenzione fra la stessa e l’ente intermedio, relativa alla gestione dei servizi per l’impiego, garantendo anche la necessaria copertura finanziaria. E nonostante l’Amministrazione regionale abbia anche provveduto ad approvare la progettazione di potenziamento dei servizi per l’impiego, alla cui realizzazione lavorano i dipendenti precari. Ad oggi, però, dalla Cittadella non pervengono notizie neanche sull’impegno di spesa delle somme assegnate al personale a tempo determinato dei CPI della nostra provincia. Purtroppo, la storia si ripete e si racconta una vicenda che ormai si ripropone ciclicamente, con 64 lavoratori che vedono negato il loro sacrosanto diritto alla retribuzione, schiacciati da un continuo rimpallo di competenze frazionate fra due diverse Amministrazioni.
Nell’ultimo periodo, fra l’altro, ad una situazione economicamente insostenibile per i dipendenti precari, si è aggiunta la beffa (per circa un terzo di loro) di vedersi trasferiti, da un giorno all’altro, ad oltre 50 chilometri dalla propria sede originaria, contravvenendo al dettato normativo contenuto nel Testo Unico del Pubblico Impiego. FP CGIL e CISL FP ricordano all’Amministrazione Provinciale che in qualità di datore di lavoro e responsabile dei servizi per l’impiego erogati agli utenti, dovrebbe adoperarsi al meglio, sollecitando e pressando la Regione Calabria a mantenere fede agli impegni sottoscritti in svariati atti formali, affinchè i lavoratori vengano giustamente retribuiti. Nonostante l’impegno e l’abnegazione dimostrata dai precari, è innegabile che la prolungata mancata retribuzione possa incidere negativamente sulla motivazione e sul benessere dei 64 dipendenti. E’ effettivamente assurdo che chi dovrebbe sostenere i cittadini in cerca di occupazione o di ricollocazione, debba sopravvivere senza stipendio e con la perenne ansia da ‘rinnovo contrattuale’. Infatti, le scriventi Organizzazioni Sindacali rammentano alla Regione e alla Provincia che il prossimo 31 dicembre scadrà il contratto dei dipendenti precari che dopo più di 10 anni si ritrovano a vivere, ancora una volta, uno sconfortante stato d’incertezza. In assenza di valide risposte da parte dei due Enti la FP CGIL e la CISL FP proclameranno lo stato di agitazione a tutela dei lavoratori e degli utenti dei Centri per l’Impiego, che in un momento così drammatico meritano interlocutori sereni e concentrati sulle loro problematiche lavorative, piuttosto che sulle proprie”.