Messina, una giovane violinista scrive ad Accorinti: “Risollevi le sorti del Teatro Vittorio Emanuele”

Giovanna Morabito, giovane violinista di Messina, ha scritto una lettera aperta al sindaco Accorinti riguardo la questione del Teatro Vittorio Emanuele

teatro vittorio emanueleSta facendo il giro del web la lettera di Giovanna Morabito, una ragazza di 28 anni di Messina, violinista nell’orchestra del Teatro Vittorio Emanuele, indirizzata al Sindaco della città metropolitana Renato Accorinti. Non ricevendo risposta, la ragazza ha pubblicato la lettera sul suo profilo Facebook e nel giro di poco tempo è stata ripresa da diverse testate. Strettoweb ha intervistato la giovane violinista, per disegnare insieme a lei un quadro più completo della situazione attuale dell’Ente Teatro e delle prospettive per il futuro.

Il teatro Vittorio Emanuele di Messina è un’istituzione culturale che da diversi mesi è in sofferenza. Qual è esattamente lo stato attuale dell’ente teatro?

In realtà si parla di anni di sofferenza ahimè. Tengo a precisare che i miei colleghi dell’orchestra con più esperienza nel settore “lotte per i diritti”, saprebbero rispondere ancora meglio di me alla sua domanda. Cercherò di essere breve. Esistono Teatri di Prosa e Teatri di Musica. Bene, il nostro è un Teatro di Prosa e di Musica insieme, quindi un Teatro impegnato a produrre due attività artistiche. Dalla Regione riceviamo 3,8 milioni di euro di contributi che dovrebbero essere spesi per la produzione artistica, come prevede anche lo statuto del teatro. Dico dovrebbero perché, a fronte anche dei sessanta amministrativi assunti a tempo indeterminato, purtroppo almeno 3,5 milioni di euro circa sono utilizzati per stipendi dei dipendenti e spese fisse. Va da sé che, con soli 300 mila euro (sono cifre approssimative) è molto difficile programmare ben due stagioni artistiche, nonostante gli sforzi da parte dei direttori artistici. E ad oggi, nessun politico né amministratore ha intrapreso una vera lotta a Palermo, per far in modo che anche Messina, abbia la stessa possibilità di produrre Arte alla maniera degli altri due principali teatri siciliani, quello di Catania e quello di Palermo.

Che cosa comporta questa situazione per gli artisti e per la programmazione del teatro?

Questa situazione, cioè l’effettiva mancanza di fondi, comporta l’impossibilità di poter programmare una stagione artistica a regola d’arte, con conseguenze disastrose per tutte le maestranze del teatro che, nella migliore delle ipotesi lavoreranno qualche giorno dovendo accontentarsi di briciole, nella peggiore dovranno muoversi a trovare un’altra fonte di reddito per poter sopravvivere. Per quanto riguarda i più giovani, è inutile dirlo, chi avrà la possibilità andrà altrove cercando di poter fare quello per cui abbiamo studiato con enormi sacrifici e fin da piccoli, oppure dovremo mollare e guardare in faccia la dura realtà. Io non sono pessimista di natura, anzi, ma mi creda, la situazione è davvero disastrosa per noi artisti.

Lei ha scritto una lettera al Sindaco Accorinti. Che speranze ripone nel primo cittadino della neo città metropolitana?

Prima di pubblicare la lettera sul mio profilo Facebook l’ho inviata come messaggio privato al Sindaco, sperando che in qualche ritaglio di tempo avesse modo di leggerla. Voleva essere uno sfogo, una richiesta “intima” di aiuto da parte di chi già a 28 anni (ma già da qualche anno ormai) è stanco di vedere la propria città abbandonata ad un destino tristissimo. Ed ho scritto proprio a lui perché in lui, quando l’ho votato, riponevo le mie speranze e perché lui può, anzi DEVE, risollevare le sorti del Teatro di Messina. Vedendo che il mio messaggio non era stato neanche visualizzato, ho pensato di pubblicarlo sul mio profilo, perché ogni tanto mi capita di prendere così a cuore delle questioni, da sentire il bisogno di esternare il mio senso di rivalsa nei confronti di ciò che considero ingiusto. Sicuramente non mi aspettavo tutto il seguito che poi la lettera ha avuto. Sono una ragazza di 28 anni, come ho scritto nella lettera, e, come la maggior parte dei miei coetanei, sono figlia di una generazione sfortunata che ha dovuto, deve e dovrà chissà ancora per quanto tempo, lottare a denti stretti per raggiungere gli obiettivi della propria vita. Il sindaco è responsabile, come primo cittadino, della mia realizzazione personale e professionale nella città dove sono nata e dove voglio vivere ed un’istituzione come il Teatro, non può soccombere a causa della mala amministrazione. Il Teatro è Cultura e la Cultura è vita. Noi giovani vogliamo una Messina esattamente come la descriveva, ad esempio, A. Dumas: “I primi raggi del sole ci mostrarono la regina dello Stretto, la seconda capitale della Sicilia: Messina, la Nobile.” 

Ecco il testo integrale della lettera inviata al sindaco di Messina Renato Accorinti:
“Gent.mo Sindaco, sono una violinista messinese, ho 28 anni, e faccio parte dell’orchestra fantasma del Teatro più importante (dovrebbe esserlo almeno) di questa sfortunata città che Lei amministra da alcuni anni ormai. Cercherò di essere breve, ma la prego di arrivare fino in fondo. Le vicende del teatro sono ormai risapute e,per questo motivo, ieri si è svolto un sit-in organizzato dai sindacati al quale hanno partecipato orchestrali e maestranze che quest’anno, visto come stanno andando le cose,quasi sicuramente non riusciranno a svolgere neanche un giorno di lavoro. Io sono una di questi! Ho sentito parlare solo e soltanto di questioni legate a politica e soldi, soldi e politica, ma viene totalmente dimenticato il valore culturale e artistico di un Teatro per una città. Tutti i teatri d’Italia hanno debiti decine di volte maggiori rispetto al nostro, eppure continuano a svolgere attività culturale. Perchè? Perchè l’”essere” di un Teatro continua ad esistere se questo produce Arte per i propri cittadini che diventano parte integrante di questo grande meccanismo e che alimentano con la loro presenza l’essenza del Teatro stesso. In questi due anni abbiamo lavorato tanto, e non possiamo lamentarci, ma non abbiamo lavorato sul pubblico, sulle persone, non abbiamo creato un legame che permettesse loro di sentirsi parte integrante di questa grande e fantastica” macchina”. Stagioni incentrate sul jazz o su spettacoli di stretto consumo, benché interessanti e di spessore, non sono adatti ad un pubblico che non è pronto, che non è “educato” alle nuove forme musicali e che non riesce a sentirsi a proprio agio a contatto con un nuovo modo di fare musica perché legato, molto legato alla tradizione. E adesso ci ritroviamo da soli, con la città che poco se ne importa della sorte del suo Teatro. E una città senza Teatro è una città destinata a morire. Non è una metafora esagerata, è la pura verità, è la realtà dei fatti. Fare il possibile per ripartire, ma con coscienza, con cognizione di causa, studiando i gusti del pubblico messinese, le sue abitudini, ciò che vuole e non vuole sentire…questo è quello che in questo momento il Teatro deve affrontare per ripartire…e sta a Lei fare le scelte giuste. Gente competente che abbia competenze teatrali, musicologiche, antropologiche, che abbia esperienza tanta nel settore del marketing e che abbia a cuore solo la buona sorte del Teatro e niente di più. Dei politici non ce ne facciamo nulla! Arte e politica non hanno nulla in comune. Lei può dare un grande insegnamento se riuscirà a risollevare le sorti del nostro Teatro. Confido in lei! Con tanta speranza, una messinese che “Vive e mangia” Cultura e che non vuole mollare!”.