Messina, scontro totale tra Buzzanca ed Accorinti

giuseppe-buzzanca“Non ho cercato scontrini di nessuno, ma Ho dovuto interrompere il lungo silenzio perché l’ultimoarrivato invece di chiedere scusa ha tentato di difendersi tirando fuori la solita storiella di quellicheceranoprima. Ha detto che ho sperperato e che lui aveva risparmiato il 96%. Non ho espresso alcun giudizio ne’ sui viaggi per festeggiare le sue importanti amicizie, ne’ sulle caramelle. I fatti hanno dimostrato che ho agito nel rispetto della legge e che le mie spese sono di gran lunga inferiori rispetto a quellidiora. Punto. Ma qualcuno fa finta di non capire e continua a mestare nel torbido. Mi riferisco a Lucio D’Amico che ancora oggi non perde l’occasione per spiegarci che il problema e’ un altro (benaltrista), non senza ricordare, dopo 22 anni, che anch’io ho sbagliato. Ho da tempo pagato il mio debito (anche i 300 euro del viaggio) con la giustizia e sono stato riabilitato. Ma sono sicuro che i figli di D’Amico tra 30 anni continueranno a ricordalo alle mie figlie. E cosi D’amico facendo scudo, dice che altri hanno sperperato non lultimoarrivato che, poverino, dorme negli ostelli. Dice anche chela Citta’ e’ allo stremo e non vale la pena perdere tempo con le caramelle. L’occasione e’ offerta dal coordinatore di reset che dopo essere stato escluso dalle nomine e dagli incarichi ha preso le distanze da quellidiora (ricordate dopo le elezioni?) Scusate se qualcuno si e’ permesso di disturbare gli ultiarrivati dal basso. Avete ragione. Il Sindaco di Messina può e deve andare nei dormitori pubblici e presenziare anche alle manifestazioni ufficiali con maglietta e sandali. Sono sicuro che questo comportamento riempie d’orgoglio Lucio D’Amico ma non certo i Messinesi”, scrive in una nota l’ex sindaco Buzzanca. “Il Primo Cittadino- prosegue- non rappresenta se stesso ma tutta la Citta’. Per questo penso che il decoro dell’Istituzione che si rappresenta non sia solo in dettaglio formale. Saro’ un tradizionalista ma quando sono invitato ad un matrimonio cerco di vestirmi in modo adeguato. Vale a maggior ragione se sono invitato a rappresentare tutta la Citta’ in un luogo pubblico o in una manifestazione ufficiale. Ma anche questo non conta per D’Amico. Il problema e’ un altro”, conclude.