Messina, precari pubblica amministrazione. Cisl: “percorso sempre più complicato”

Cisl-SiciliaLe ultime sentenze della Corte Europea con le quali si fa esplicito divieto di prolungare contratti a tempo determinato superando la soglia dei 36 mesi manda in archivio una lunga stagione che ha visto mortificate le aspettative dei lavoratori precari a tempo determinato che in tutta la Sicilia toccano i circa 25 mila ed a Messina quasi cinquemila, tra contrattisti e lavoratori impegnati in attività socialmente utili.

La Cisl Funzione Pubblica di Messina evidenzia come i pronunciamenti della Corte, lungi dall’essere risolutive della problematica, costringono però, adesso, il potere politico a mettere in campo soluzioni immediate prima che scada la data fatidica del 31 dicembre 2016.

«Nonostante sia ormai prossima la scadenza – afferma il segretario provinciale Calogero Emanuele – l’instabile Governo Regionale non riesce ad elaborare una proposta degna di accoglimento che sia risolutiva. Né tanto meno sembra essere in grado di farlo il Governo Renzi, distantissimo rispetto ai bisogni della nostra regione, intenzionato a favorire il percorso di stabilizzazione con l’emanazione di norme speciali».

Il rischio che migliaia di lavoratori siciliani rimangano a casa diventa sempre più concreto. «Ma – spiega Calogero Emanuele – mentre nel resto della Regione Siciliana va ricercata una soluzione sostenibile, il Comune di Messina ha la possibilità di proseguire nel percorso virtuoso iniziato, dopo una soffertissima concertazione, con l’approvazione del piano di stabilizzazione e con l’assunzione al 31 dicembre 2015 di poco meno di cento lavoratori di fascia A e B. Pertanto senza ulteriori indugi si proceda al più presto a portare a termine le procedure per l’assunzione a tempo indeterminato del personale precario previsto dal piano triennale al 31 dicembre 2016».

«Contemporaneamente – reclama il segretario provinciale della Cisl Fp – l’Amministrazione comunale rispetti gli impegni assunti provvedendo alla ricontrattualizzazione dei lavoratori già stabilizzati e di quelli da stabilizzazione con il numero di ore massimo possibile. Dimostri coraggio l’Amministrazione e con essa il Segretario Generale, qualificando la propria azione amministrativa, in direzione della programmazione e del rinnovamento della complessa macchina comunale, per riconoscere il ruolo di quanti negli ultimi 27 anni hanno contribuito al funzionamento facendogli abbandonare definitivamente il mortificante appellativo di precario».