L’evoluzione umana del terzo millennio: dall’australopithecus al social-polemista

social polemistadi Kirieleyson – L’evoluzione della Società porta con sé la scomparsa di alcune attività (per esempio quella del  carbonaio,  dello spazzacamino, della lavandaia) e la  nascita  di nuove  (come quella del  softwarista, del  dj,  del tronista ecc). Sempre a causa dell’evoluzione, alcune specie animali si estinguono, mentre altre subiscono delle mutazioni genetiche per adattarsi alle trasformazioni dell’ambiente.

Nella nostra società una specie che ha che subito una certa trasformazione a seguito dell’avvento delle nuove  forme di comunicazione  è quella del polemista.

Detta figura, fino a ad alcuni decenni fa,  dava il meglio di sé nelle sala da barba.  Era dal barbiere infatti che egli poteva esprimere senza remore  le proprie opinioni contro  tutto e tutti e interagire con gli  altri  clienti, sia fossero in attesa che con il viso già insaponato,  subendo ora i commenti più contrari,  oppure  godendo di condivisioni di pensiero.

vignetta social polemista

Francamente ignoro se, per le donne, lo stesso accadesse, o tuttora  accada, dal parrucchiere.

Orbene, quella figura oggi non esiste più , sostituita da quella, tecnologicamente ben più evoluta, del  social-polemista;   colui che,  forse  a causa della drastica diminuzione delle sale da barba,   ha trasferito il proprio habitat sui Social.

Il polemista vecchio stampo, che polemizzava ogni tanto,  se vogliamo, è sempre esistito. Polemizzava Eva con Adamo, a proposito della mela.  Polemizzò Garibaldi con la Monarchia. Polemizzarono  Bobo Vieri e Balotelli con i loro rispettivi  allenatori. Oggi esistono poi i polemisti professionisti, che sono regolarmente  pagati: essi sono  specializzati  nel tenere altro il livello di attenzione nei talk show.

leoni da tastiera ovunqueIl social-polemista invece non fa polemica solo occasionalmente, né  tantomeno è pagato per farla.  Il suo è uno stile di vita, una missione, una crociata.  Il suo dogma è: tutto ciò che accade nel  mondo, o anche vicino casa, è sempre colpa di qualcun altro. E deve essere commentato e condiviso.

La mutazione genetica subita dalla  specie originaria è tuttora in atto, vista la fertilità dell’humus in cui il social-polemista vive e di continuo si generano  nuove, variegate e colorite sottospecie.

Abbiamo così:

il social-polemista-dei-complotti. Questi è documentatissimo; conosce tutti i siti di notizie top secret e tutte le associazioni di persone alla ricerca della verità. Condivide periodicamente articoli con le prove del fatto che gli extraterrestri sono sulla terra da anni. Mette in guardia su tale dentifricio che fa cadere i denti; ci informa su un complotto per rapire il Papa.  Ciò che lo caratterizza è la polemica costante contro tutte le istituzioni del mondo, perché  ci nascondono la verità. La sua missione è ”fate girare”.

Il social-polemista-antieuro. Gli appartenenti alla categoria sono anche detti i  polemisti monetari e sono diffusi in tutti i paese dell’Unione Europea. Sono specializzati nel condividere foto di cartelloni con la scritta “no euro” . Quelli italiani esprimono inoltre commenti negativi sulla Merkel e condividono molto spesso le foto di vecchi  scontrini con la dicitura “1 caffè   -  Lire 800, che sono corredati di tantissimi “mi piace” e di frasi del tipo “quelli si che erano bei tempi” .

 il social-polemista-sindacalista. Questi  condivide diligentemente  tutti i commenti reperibili contro ogni atto del Governo (a partire dagli 80 euro)  che non sia stato preventivamene “concertato” con le parti sociali

il social-polemista-fascista. Questi va alla ricerca sul web di tutte le notizie in cui vi siano  stupratori extracomunitari, per condividere poi gli articoli, dopo averli opportunamente commentati polemizzando con la Merkel, con il Papa e con Renzi.

Il social-polemista-leghista (parente stretto del precedente),  che condivide  immagini di padri di famiglia armati di mitra sdraiati sul divano di casa, con sopra il quadro di Trump,  nella spasmodica attesa che un ladro extra-comunitario tenti di entrare. I commenti sono spesso in dialetto sub-alpino.

Il social-polemista-comunista-puro. Questo tipo di polemista è uno di quelli la cui mutazione genetica è stata forse più marcata che per ogni altro. Infatti, storicamente, il polemista comunista ce l’aveva sempre con  tutto ciò che stava al di fuori del proprio partito, mentre oggi la polemica più feroce è esattamente contro i propri vertici.

Il social-polemista-meteorologo.   Questo ce l’ha con i giornali che si occupano di meteo: commenta con    sarcasmo tutti gli articoli in cui  si annunciava pioggia, affermando che sopra casa sua o sopra quella di suo cugino non è piovuto;  sempre lo stesso, periodicamente, commenta con rabbia i titoli con la dicitura “allerta meteo” accusando i giornali  di terrorismo (non sapendo che se è allerta meteo non lo decide un giornalista, ma la  Protezione Civile).

Il social-polemista-tradizionalista, per il quale ogni notizia sulla possibile variazione di percorso di una festa patronale o  l’annullamento dei consueti fuochi artificiali è un dramma da scongiurare e invita “fate girare”.

Il social-polemista-alla-francese. Il polemista alla francese è anch’esso frutto di una recente mutazione. Infatti fino a qualche tempo creava e condivideva  messaggi  in nome delle libertà di pensiero, di  opinione e di abbigliamento, mentre oggi, per quanto riguarda le spiagge,  si ferma alle prime due.

Il social-polemista-massimo. Questi è una sottospecie piuttosto anomala. Infatti  gli appartenenti ad essa, contrariamente a quanto accade  per tutte  le altre, non è interessato alle  condivisioni.  La sua missione è solo quella di esternare il suo odio verso qualcuno e  per questo frequenta con assiduità maniacale solo  le pagine di chi  odia: quella di un club di cacciatori, per chiamarli assassini,  quella della squadra di calcio avversaria  per sputare veleno, o quella di una nota attrice per darle della  puttana. Ha una visione egocentrica del mondo. Fuori da Facebook  non riceve l’attenzione nemmeno di sua madre, ma sul Social, potendo mettere o togliere un “mi piace” si sente di poter dire finalmente la sua.  Il social-polemista-massimo non si limita  a polemizzare:  non tollera proprio l’esistenza altrui. L’istinto  lo spinge a creare  addirittura pagine “contro” (la pagina contro viene creata con lo scopo di   “facciamo chiudere tizio…o  caio”) .

leone-da-tastieraRecenti studi hanno accertato che lo status di social-polemista trova i presupposti in una particolare patologia che può rimanere allo stato latente  fintanto che l’individuo  si trovi adeguatamente  impegnato, ma che è destinata inesorabilmente ad esplodere in maniera devastante e senza controllo in misura inversamente proporzionale agli impegni di lavoro del soggetto stesso.