L’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica manifesta la più ferma condanna in merito alla vicenda che ha colpito una minorenne a Melito Porto Salvo

violenza sessuale“Quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria è raccapricciante e non può lasciare indifferenti soprattutto noi Sindaci dell’Area Grecanica, impegnati a creare ogni giorno le condizioni minime ed indispensabili per una migliore qualità della vita degli abitanti di questo territorio. I reati contestati ai nove ragazzi tratti in arresto sono di inaudita e brutale violenza, tanto da portare ciascuno di noi a chiedere verità e giustizia e ad esprimere il pieno sostegno alla ragazzina ed alla sua famiglia per quanto patito. Davvero deplorevole l’accusa di avere per ben due anni costretto alle più violente angherie il corpo indifeso di questa giovanissima ragazza, senza che la stessa potesse opporsi, perché minacciata e tenuta sotto scacco dai suoi“aguzzini”. Ancora una volta, in tutto questo lungo arco temporale in cui si sarebbero svolti i drammatici accaduti, nessuno ha trovato il coraggio di squarciare quel velo di omertà dentro il quale troppo spesso ormai si celano episodi di tale gravità”, scrive in una nota l’Associazione dei Comuni dell’Area Grecanica. “La violenza di gruppo - prosegue la nota- su una minorenne è un crimine intollerabile nei confronti dell’umanità debole e indifesa, specie se frutto di una subcultura mafiosa, che si manifesta così in tutta la sua brutalità. Pertanto, è compito di ciascuno di noi rilanciare sul piano educativo ogni azione possibile e sinergica che possa contribuirealla diffusione di una cultura avversa alla violenza, alla ‘ndrangheta, all’omertà complice, al malaffare e sensibilizzare la società tutta a sentirsi parte attiva all’interno del processo di ricostruzione dei valori fondanti del vivere civile. In questo contesto che esorta più che mai alla tutela dei diritti dei più deboli, specie se minori, si inquadrerebbe senza dubbio la costituzione di parte civile degli enti regionali e locali, che certo non lenirebbe mai il dolore e gli anni violati, ma darebbe un segnale concreto, stigmatizzando una condotta disumana e per di più sintomatica di una aberrante e cieca violenza, che proviene dalla prevaricazione ndranghetista. Le iniziative da intraprendere in tutte le sedi siano esse istituzionali, scolastiche, associative, parrocchiali, sono tuttavia molteplici e chiamano tutti a ritrovare nel quotidiano un senso di responsabilità e comunità smarrito”, conclude la nota.

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