La deputata reggina Dieni sulla legge elettorale: “l’Italicum è pessimo come il Porcellum”

federica dieni-757153“L’Italicum è pessimo come il Porcellum, è un sistema elettorale costruito a uso e consumo del Pd”. Così la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni durante la discussione di oggi alla Camera relativa alle mozioni sulla eventuale modifica della legge elettorale. Secondo Dieni, l’Italicum prevede un “intollerabile premio di maggioranza e un ballottaggio che consente a un solo partito di avere il 54% dei posti in Parlamento”. È, insomma, “un incoerente guazzabuglio che servirebbe solo a chi l’ha scritto e nato dal compromesso tra centrodestra e Pd, quando ancora lo storytelling renziano non si era rivelato per quello che è, ovvero un insieme di menzogne”. “L’Italicum – continua la parlamentare 5 stelle – oggi rappresenta un boomerang per chi l’ha creato, ecco perché oggi si parla di cambiarlo. Il M5S vuole invece un sistema che rifletta direttamente la scelta degli elettori”. Dieni – attraverso una mozione che vede tra i firmatari anche i deputati Cecconi, Cozzolino, Dadone, D’Ambrosio, Nuti e Toninelli – ha riproposto alla Camera il “Democratellum”, una nuova legge elettorale con formula proporzionale in circoscrizioni medio-piccole e con il ritorno delle preferenza degli elettori. Per la parlamentare, infatti, è «essenziale sciogliere definitivamente il nodo del rapporto tra l’esigenza di garantire governabilità e quella di avere un Parlamento realmente rappresentativo, nel quale gli eletti siano selezionati da parte dei cittadini e abbiano la possibilità di indirizzare le scelte politiche fondamentali”. ”La governabilità che si ottiene con il meccanismo del premio di maggioranza incluso nell’Italicum, invece – aggiunge –, sacrifica gli elettori ed è, essenzialmente, antidemocratica”. La deputata insiste: “Il M5S crede che ogni legge elettorale che si rispetti debba avvicinare gli eletti agli elettori e, dunque, articolarsi in circoscrizioni medio-piccole entro le quali debbono concludersi tutti i calcoli elettorali, senza manipolazioni nazionali. Un sistema elettorale di questo tipo, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, disincentivando frantumazioni e scissioni”. Consiglio a Renzi e al Pd – conclude Dieni – di studiare bene la propria strategia: continuando così nemmeno il più illustre dei politologi potrebbe studiare una legge elettorale in grado di farli vincere”.