Buona Scuola e Mobilità? STOP ai trasferimenti illegittimi: l’avvocato di Reggio Calabria che si impegna a tutela degli insegnanti

Buona Scuola e Mobilità, l’Avvocato Michele Fabio Gagliano del Foro di Reggio Calabria si impegna per i ricorsi dei docenti

avvocato-michele-fabio-gaglianoLe applicazioni della L.107/2015 hanno gettato il mondo della scuola nel caos più totale: errori nei trasferimenti, avvenuti con procedure affidate ad un algoritmo per cui docenti con minor punteggio hanno ottenuto misteriosamente una sistemazione più vicina a casa rispetto ai docenti con un punteggio più alto, errori nell’assegnazione delle sedi ai docenti neo immessi in ruolo, errori non rettificati in tutte le graduatorie e molto altro… Sono solo alcuni dei casi sottoposti di recente al vaglio della giurisdizione amministrativa e ordinaria.

L’argomento è caldo e sta tenendo in trepida attesa migliaia di docenti italiani che, a seguito della obbligatoria procedura di mobilità indetta dal MIUR a fine luglio, si sono visti notificare l’ordine di trasferimento presso scuole del nord Italia.

Abbiamo cercato di capirne di più contattando l’Avvocato Michele Fabio Gagliano del Foro di Reggio Calabria che sta monitorando le recenti ordinanze dei Tribunali Italiani.

 Avvocato Gagliano, cosa sta succedendo agli insegnati italiani?

L’argomento è sicuramente attualissimo poiché a fine Luglio sono stati notificati a migliaia di docenti i trasferimenti presso sedi del nord Italia. Tutto nasce dalla procedura di mobilità obbligatoria indetta a seguito dell’approvazione della legge 107/2015 con il cd. pacchetto “Buona Scuola”. Infatti, le docenti immesse in ruolo nel 2015 hanno dovuto presentare la domanda di trasferimento indicando i dieci ambiti territoriali di preferenza. Sennonché, come detto, a fine Luglio è arrivata la beffa. L’algoritmo utilizzato dal MIUR per le procedure di mobilità probabilmente non ha funzionato correttamente e docenti con un punteggio maggiore si sono visti superare da altri colleghi con un punteggio inferiore, determinando trasferimenti in sedi che non erano fra le dieci espresse e che nella maggior parte dei casi si trovano a migliaia di chilometri di distanza rispetto alla residenza o comunque rispetto alla sede di partenza del docente stesso, con tutti i gravi pregiudizi che ne derivano sia in termini economici che familiari e relazionali”.

Cosa si è fatto per bloccare questi trasferimenti?

Moltissime docenti hanno immediatamente esperito il tentativo di conciliazione. Solo ad alcune docenti sono state proposte delle sedi alternative, comunque lontanissime e non rientranti fra i dieci ambiti territoriali prescelti; per altre docenti invece le istanze sono state rigettate senza fornire peraltro alcuna motivazione. A questo punto sono tantissimi i ricorsi depositati presso il TAR del Lazio e presso i Giudici del Lavoro nei Tribunali italiani. La sorpresa arriva proprio dalla Giustizia. Infatti le più recenti pronunce affermano senza dubbio alcuno che i trasferimenti adottati dal MIUR sono illegittimi poiché l’algoritmo applicato non ha ben funzionato e pertanto è stato ordinato all’amministrazione scolastica di assegnare ai docenti la sede negli ambiti territoriali indicati in domanda di mobilità. Emblematico  e destinato a fare giurisprudenza è il caso di una docente della Puglia che, a seguito della domanda di mobilità, era stata trasferita al Nord. Infatti, il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Trani ha dichiarato l’illegittimità del trasferimento scolastico notificato alla fine del mese di luglio. Scrivono i Giudici del Lavoro che l’amministrazione scolastica ha violato il principio generale ed inderogabile dello scorrimento della graduatoria fondato sul merito di cui al punteggio assegnato nella fase dei trasferimenti. Siffatto principio costituisce un vincolo per l’amministrazione scolastica attesa la natura concorsuale della procedura di mobilità che deve essere basata su una graduatoria alla cui formazione concorrono l’anzianità, i titoli di servizio e le situazioni personali e familiari dei docenti. A parere dei giudici pertanto le assegnazioni effettuate dal MIUR violano non solo i principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione costituzionalmente garantiti, ma si pongono in contrasto con i dettami della stessa L.107/2015 (art.1 co.108), con la normativa contrattuale e con l’ordinanza ministeriale n.241/2016, arrecando un grave ed irreparabile pregiudizio alle esigenze personali, familiari e relazionali dei soggetti ricorrenti”.

Insomma arrivano i primi STOP ai trasferimenti illegittimi. Le docenti che si trovano in questa situazione hanno ancora tempo per ottenere provvedimenti simili e dunque bloccare i trasferimenti?

I ricorsi possono essere ancora depositati e può essere richiesto un provvedimento d’urgenza che in caso di accoglimento potrebbe bloccare in via cautelare ed in tempi brevi i trasferimenti illegittimi”.

E allora per chi ne avesse bisogno, è possibile contattare proprio l’avvocato reggino Michele Fabio Gagliano, del foro di Reggio Calabria (sito internet www.studiolegalegagliano.it, email avv.michelegagliano@gmail.com, cel. 3286522525).