Allarme terremoto a Reggio Calabria, per Repubblica ci sarà “l’apocalisse in caso di forte sisma”

Terremoto a Reggio Calabria, un reportage pubblicato sul quotidiano la Repubblica sottolinea la vulnerabilità della città di fronte a un evento sismico che presto o tardi avverrà di sicuro

calabria_sismicitaTerremoto Reggio Calabria- Il dopo terremoto nel Centro Italia, che ha provocato 296 morti e centinaia di feriti, ha mobilitato istituzioni e cittadini sul tema del rischio sismico nel nostro paese. Il territorio italiano è ad alto rischio terremoto: negli anni vari sono stati gli eventi distruttivi: Belice, Aquila, Friuli, Irpinia, Umbria. Ed è proprio ieri che il quotidiano la Repubblica ha dedicato un’inchiesta alla preoccupante situazione di Reggio Calabria. Una città di circa 180 mila abitanti situata in zona sismica 1, la più pericolosa in assoluto. Un’area dove sono attesi terremoti distruttivi (come quello del 1908 che ha letteralmente raso al suolo Reggio e Messina e le rispettive province), quindi molto più potenti di quello che ha colpito il Centro Italia. “Se arriva il Big One qui sarà l’apocalisse”, è il titolo che sceglie il quotidiano diretto da Mario Calabresi, riferendosi al probabile verificarsi negli anni a venire di una forte scossa di terremoto (proprio oggi ricorre il 111° anniversario del terremoto della Calabria del 1905). Il corrispondente di Repubblica si reca nei quartieri più “pericolosi” di Reggio Calabria, in particolare il quartiere Trabocchetto, dove le case sono di pietra e costruite a pochissima distanza l’una dall’altra. Delle vere trappole in caso di sisma, senza vie di fuga. Sottolinea poi l’enorme diffusione dell’abusivismo edilizio, per cui anche le case costruite dopo l’istituzione delle norma di edilizia anti-sismica (dagli anni ’70 in poi) sono in gran parte fragilissime davanti all’eventualità di una forte scossa. Parliamo di decine di migliaia di edifici abusivi. Urge quindi una vera e propria “rivoluzione” sulle modalità di controllo e costruzione di case e scuole per evitare delle nuove stragi.