Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati a Reggio Calabria, AN: “silenzio della politica sempre più assordante”

agenzia beni confiscati Ennesimo passaggio a vuoto dei parlamentari reggini e calabresi sul declassamento della sede di Reggio dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (acronimo ANBSC). Infatti, nella riunione del 6 settembre ultimo scorso della 2^ Commissione Permanente Giustizia del Senato, presieduta dal reggino On. Nico D’Ascola, è stata data evidenza agli emendamenti alla citata riforma, presentati entro il 4 agosto u.s., ed è emersa l’incresciosa circostanza negativa che innessuno di questi emendamenti si è ridata la benché minima possibilità alla conferma della sede di Reggio Calabria quale sede principale dell’Agenzia medesima. Non più tardi di qualche mese fa Azionale Nazionale aveva scritto una lettera aperta al Ministro dell’interno, On. Angelino Alfano, per ribadire l’importanza del mantenimento della sede principale dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati a Reggio Calabria, anche alla luce delle Sue dichiarazioni del maggio 2014: <la sede dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata sarà confermata a Reggio Calabria, in continuità con una scelta di alto significato simbolico che io ho sempre condiviso>. Alle dichiarazioni del Ministro dell’Interno seguirono, sempre nel maggio 2014, le affermazioni dello stesso tenore del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi”, scrive in una nota il Coordinamento Azione Nazionale di Reggio Calabria.

“Furono soltanto effimeri annunci. La realtà fu tutt’altra -prosegue la nota- poiché nel mese di novembre dello scorso anno la Camera dei Deputati, nell’approvare la riforma al c.d. Codice Antimafia,ha votato lo “spostamento” della sede principale da Reggio Calabria a Roma “declassando” la sede reggina a “sede secondaria”, così come ha previsto l’emendamento dell’on. Rosy Bindi del Partito Democratico, il nr. 22.1. Tale deminutio è stato condivisa, tra l’altro, in Commissione Giustizia anche dagli esponenti del Movimento 5 Stelle Riccardo Nuti e Giulia Sarti. Azione Nazionale, viceversa, ritiene che l’ubicazione della sede principale a Reggio Calabria, oltre ad avere un valore indiscutibilmente simbolico, può e deve rappresentare, in un territorio economicamente “depresso”, un punto di riferimento per cogliere dalle confische dei beni delle opportunità di sviluppo e crescita. Solo così questi beni potranno diventare risorse economiche e sociali per la nostra collettività, per il nostro territorio, perché il “maltolto” diventi welfare, e costituisca anche una sorta di “risarcimento” dello Stato nei confronti della provincia reggina tutta, afflitta da decenni dal peggior crimine organizzato del Paese.

Quando nel marzo 2010 - aggiunge la nota- il Parlamento votò all’unanimità la legge di conversione del decreto istitutivo dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata la città di Reggio Calabria divenne la sede principale di un ufficio pubblico di rilievo nazionale, un evento più unico che raro.Oggi non si può e non si deve tornare indietro rispetto ad una scelta illuminata per la nostra città che Azione Nazionale difenderà ad oltranza. La nascita di questo nuovo Ente ha sicuramente contribuito ad accendere ancora di più i riflettori su un settore delicato e strategico per la lotta al malaffare mafioso: sottrarre le ricchezze a chi le ha realizzate con la sopraffazione, drogando l’economia legale, per restituirle alla collettività, a quella società civile soffocata da gruppi criminali privi di ogni scrupolo. Il lavoro sinora prestato dalle Forze dell’Ordine e dalla Magistratura è stato a dir poco encomiabile e fa parte di un percorso che il legislatore ha voluto realizzare per dare continuità all’azione dello Stato”, conclude.