Abusi sessuali a Melito, il ministro Boschi: “rompere il muro del silenzio”

LaPresse/Adriana Sapone

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Un atto di presenza per la vicenda della ragazzina stuprata da tre anni da un gruppo di otto persone, a Melito Porto Salvo: è l’intento della visita a Reggio della ministra per le Riforme, Maria Elena Boschi, che ha incontrato il prefetto, le associazioni, le forze dell’ordine. Bisogna, ha detto Boschi, abbattere il “muro del silenzio” perchè “sono coloro che compiono atti di violenza a doversi vergognare e non chi la subisce”. “Abbiamo avuto un incontro riservato con l’arcivescovo, il prefetto, i rappresentanti delle forze dell’ordine e con i rappresentanti dell’autorità giudiziaria per avere il quadro sulla vicenda della ragazza che abbiamo chiamato ‘Maddalena’. Credo sia stato importante - ha detto la ministra – cercare anche di impostare il lavoro che deve riguardare più in generale casi analoghi, per evitare che si possa ripetere e soprattutto perchè ci sono purtroppo altre Maddalene e altri casi di violenza e di maltrattamenti che non hanno il coraggio di denunciarli. Credo sia importante – ha concluso la ministra – dare un segnale forte e rompere il muro del silenzio perchè chi è vittima di violenza sappia che non deve vergognarsi. Devono vergognarsi coloro che compiono atti di violenza“. Ma la visita aveva anche l’ambizione di tracciare qualche linea guida per il futuro, a partire dall’educazione in casa e a scuola. “C’è stato un grande lavoro dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine per far emergere questa vicenda, ma credo sia importante il lavoro che comincia oggi sull’educazione soprattutto al rispetto, alla parità di genere, al rispetto delle donne e al contrasto di ogni forma di discriminazione e di violenza, che comincia dalle famiglie e dalla scuola soprattutto”, ha detto Boschi. “Noi – ha aggiunto – abbiamo preso un impegno a finanziare e a riaprire prima possibile intanto nel liceo dove studiava Maddalena il centro di ascolto, e per accompagnare le vittime per ricominciare ad avere una vita normale”.