A Reggio Calabria iincontro sul tema “aspettando la terra promessa/Storia di un magistrato: omaggio a Michele Barillaro”

michele-barillaro-1Si terrà venerdì 23 settembre alle ore 17,30 presso la Sala Federica Monteleone del Consiglio Regionale della Calabria, nell’ambito delle iniziative promosse in occasione del XXVIII Premio Anassilaos, l’incontro sul tema “Aspettando la terra promessa/Storia di un magistrato: Omaggio  a Michele Barillaro (1967-2012)”. All’incontro, patrocinato dal Consiglio Regionale della Calabria e coordinato da Tito Tropea, Presidente Anassilaos Giovani, interverranno il Dott.  Piero Falcone, Presidente del Tribunale di Agrigento, il Dott. Ottavio Sferlazza, Procuratore della Repubblica di Palmi, l’Avv. Titti Siciliano, Direttore Scientifico del Centro Studi Istituto Italiano Anticorruzione. Alla memoria del giovanissimo magistrato sarà conferito il Premio Anassilaos “alla memoria”. Nato a Reggio Calabria il  27 agosto 1967, Michele Barillaro si è laureato  nel 1990 in giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Dal 1996 al 2006 è stato giudice del tribunale di Nicosia in provincia di Enna e consigliere applicato alla Corte d’assise d’appello a Caltanissetta. Tra il 1998 e il 2005 si è occupato di importanti casi, tra cui il “Borsellino ter” sulla strage di via d’Amelio, sull’attentato dell’Addaura contro Giovanni Falcone, sulla “Strage di Gela”, “Omicidio Ciancio”, “Piazza Pulita”. È stato consigliere applicato alla Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta dove ha redatto la sentenza nel processo Borsellino ter sulla strage di via D’Amelio e la sentenza nel processo a Totò Riina e altri per l’attentato all’Addaura contro Giovanni Falcone. Per la sua attività gli fu assegnato il premio internazionale “Rosario Livatino”. Nominato GIP di Firenze, si è occupato dell’area anarco-insurrezionalista,  ma soprattutto delle infiltrazioni mafiose e delle loro relazioni con l’enorme riciclaggio verso la Cina, che denunciò pubblicamente. Michele Barillaro si è anche occupato della truffa aggravata al Servizio Sanitario Nazionale e dell’evasione fiscale a carico dei vertici dell’azienda farmaceutica Menarini. Come docente di diritto penale ha insegnato alla Scuola Superiore Professioni Legali dell’Università di Firenze, alla scuola forense “G. Alessi” di Caltanissetta, e della Formazione Permanente A.I.G.A. della sezione di Firenze. Dal 2008, sino alla morte, è stato consulente presso la Commissione Parlamentare Antimafia e ha prestato assistenza tecnica all’Unità Speciale per la Lotta alla Criminalità Organizzata ed alla Corruzione del governo della Macedonia. È morto il 23 luglio 2012, all’età di 44 anni, nei pressi di Otjiwarongo, in Namibia, in incidente stradale. Poco prima di morire era stato oggetto di minacce di morte inviate alle redazioni fiorentine de La Nazione e La Repubblica, nelle quali veniva esaltato il fatto che fosse stato tolto il dispositivo di protezione che gli era stato assegnato. La morte prematura infranse il sogno di cui aveva parlato nel 2011 in una intervista “Dirigere, un giorno, un ufficio giudiziario calabrese o siciliano circondato da giovani colleghi con cui dividere l’entusiasmo per questo straordinario lavoro”.