“Talebani” di Calabria, parla la ragazza sparata dal fratello a Nicotera: “è geloso e ossessivo, io voglio solo essere libera”

Marisa Putortì

Mio fratello sembrava un diavolo. Mi ha puntato addosso il fucile e ha sparato. Sono caduta e ho chiuso gli occhi per il dolore“, queste le parole strazianti rilasciate al Corriere della Sera dalla ragazza di 21 anni, Marisa Putortì, gambizzata dal fratello Demetrio per gelosia. Il fratello è più grande di lei di 4 anni e dopo la morte del padre Carmelo che risale a 6 anni fa, il giovane voleva sostituirsi alla figura paterna diventando così ossessivo nei confronti della sorella tanto da arrivare a spararla per gelosia per una minigonna. “Era ormai da anni che non andavamo d’accordo — dice Marisa intervistata durante la degenza in ospedale dal Corriere della Sera – neanche ci salutavamo più. A lui dava fastidio ogni cosa che facevo… Se mi truccavo o andavo in giro con la minigonna, se fumavo o mi fermavo in paese a parlare con uomini più grandi. Chissà cosa gli raccontavano di me i suoi amici”. Dopo aver pronunciato queste parole, Marisa punta il suo sguardo verso il figlio Carmelo, stesso nome del nonno, nato dalla relazione con il compagno Massimo D’Ambrosi di 24 anni. “Ero vigile in ambulanza. Sentivo i medici che si auguravano che i pallini non avessero colpito l’arteria femorale, ‘altrimenti non ci arriva in ospedale’, dicevano tra loro, mentre io tremavo, pregavo e pensavo: sopravvivrò?”. In ospedale al capitano Francesco Manzone, comandante della compagnia di Tropea che l’ha interrogata, Marisa ha taciuto il nome del suo sparatore. “Pensavo ci arrivassero da soli”, dice con pudore. “Non l’ho fatto per proteggere mio fratello. Lui è uno schizofrenico. Non lo odio però, provo solo indifferenza”. Perdonarlo? “Non me la sento proprio — continua — voglio che paghi per quello che ha fatto e quando lui uscirà di prigione io me ne andrò da Nicotera”. 

“Voglio vivere come le mie coetanee”

Il fratello di Marisa, Demetrio, dopo 24 ore dalla sparatoria alla sorella, si è costituito ammettendo le sue responsabilità e si trova ora in stato di fermo. I carabinieri stanno indagando per cercare di capire chi abbia procurato a Demetrio, il fucile e che fine abbia fatto l’arma. Si indaga sui rapporti tra Demetrio e ambienti della criminalità locale, con i quali sembrerebbe avesse dei rapporti. Poi c’è il rebus dell’auto con la quale il giovane si è presentato sul luogo del ferimento. Pare l’avesse acquistata sulla parola qualche giorno prima da un amico. Sabato pomeriggio Vincenza Pirelli, madre di Demetrio, ha incontrato nella caserma di Tropea il figlio. L’ha baciato e abbracciato. Nessuna parola? “Tra madre e figlio non ce n’è bisogno“, dice la donna. Che poi sorride alla figlia mentre le comunica i tempi della degenza. Marisa è stata operata perché i pallini del calibro dodici le hanno bucato le gambe e spezzato il femore destro. Soltanto tra qualche mese potrà tornare a servire ai tavoli del “Bombo”, il bar del centro di Nicotera Marina dove venerdì sera è avvenuta la sparatoria e dove lei era stata assunta sei mesi fa. Adesso nella stanza tutta per lei del reparto di Ortopedia dello Jazzolino di Vibo Valentia, Marisa sfoga la sua rabbia e continua a fare piani per il futuro: “Non ho vissuto l’adolescenza perché il destino e l’amore hanno voluto che diventassi improvvisamente grande. Non ho finito gli studi tecnici, e mi sono pentita. Ora però che grande sono diventata veramente, voglio vivere come vivono le mie coetanee. Lavorare, andare a ballare, avere un sacco di amici, ma anche uscire con il mio Carmelo ed essere fiera di lui. Tutto questo volevo fare. Voglio farlo, senza essere controllata”.

(foto Corriere della Sera)