Sciopero Rai Way, la Calabria aderisce in massa

filcams-cgil al rettoratoI lavoratori calabresi hanno aderito in massa allo sciopero Rai Way del 4 agosto scorso. Oltre il 70% le adesioni nella regione. La protesta, svoltasi su tutto il territorio nazionale, è stata organizzata dalla Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni e Libersind-ConfSal per difendere l’occupazione e il perimetro aziendale, la capacità di Rai Way di gestire gli impianti del servizio pubblico radio televisivo e perché l’azienda rispetti gli impegni presi su salario, inquadramenti e riconoscimento delle professionalità. «Per mantenere un servizio pubblico di qualità  – ha dichiarato il segretario generale della Slc Cgil, Daniele Carchidi – è necessario che l’attività preminente di Rai Way rimanga quella dell’ esercizio completo della rete di trasmissione e diffusione, senza riduzioni del perimetro produttivo e di attività, senza arretramenti o spostamento di attività verso l’esterno, rigettando la possibilità che il futuro di questa azienda, possa essere legato più ai conti economici che non all’attività di servizio pubblico che la società svolge per il suo principale cliente, la Rai. Per questo abbiamo avviato questa prima fase di protesta, attraverso lo sciopero. Auspichiamo che l’azienda rifletta sulla propria impostazione, tenendo conto dei suggerimenti che abbiamo offerto, evitando lo smantellamento di un altra azienda strategica per gli asset nazionali. La privatizzazione di alcune importanti aziende, costruite con ingenti contributi pubblici, comincia ad essere una moda per questo governo, e troppo spesso non si tiene conto degli impatti occupazionali e del servizio offerto alla cittadinanza».