Regione Calabria, il consigliere Mauro D’Acri interviene sul Psr

Il consigliere regionale Mauro D’Acri è intervenuto in merito al polverone sollevatosi per il Psr

antonio scalzo _ mauro d'acriA proposito del polverone sollevato attraverso gli organi di informazione sul Psr e rilanciato attraverso la rete con inusitata insistenza da soggetti diversi il cui unico obiettivo probabilmente è solo quello di gettare fango sul Pd, sul centrosinistra e sul governo regionale guidato da Mario Oliverio, il consigliere regionale Mauro D’Acri ha “postato” sul suo profilo facebook la seguente dichiarazione:
Sul settore agricolo e sugli strumenti di sostegno e sviluppo programmati all’interno del nuovo PSR 2014/2020 abbiamo fatto e stiamo continuando un lavoro straordinario; è merito del Presidente Oliverio che ha messo al centro dell’agenda politica regionale l’agricoltura ed è merito di un Dipartimento regionale che ha dovuto chiudere la vecchia programmazione e far partire il nuovo PSR.
Nel mezzo, giusto per ricordarlo, è stata varata la più grande e rivoluzionaria riforma dell’organizzazione burocratica della Regione che se unita alla drastica diminuzione degli elementi di discrezionalità nella valutazione delle domande rendono bene l’idea di che tipo di politica intendiamo perseguire.
Potrei aggiungere che sui bandi relativi alle domande di primo insediamento c’è un problema oggettivo che non riguarda solo la Calabria ma i sistemi telematici nazionali, potrei proseguire nell’elencare tutte le modalità operative che consentiranno ai giovani di ottenere ciò che chiedono senza pietire il “favore” della politica; potrei ma non intendo farlo perché non mi interessano le polemiche fini a se stesse, non mi appassiona il circo delle dichiarazioni utili solo ad intorbidire le acque. In tutto questo percorso abbiamo fatto degli errori? Certamente si, figuriamoci se qualcuno è cosi imbecille da pensare il contrario.
Tuttavia lo sforzo messo in campo è straordinario ed asserire che “al peggio non c’è mai fine” è affermazione che non colpisce i destinatari ma offende innanzitutto chi la fa; perché non è assolutamente vera e perché, se proprio si vuole essere intellettualmente onesti, è solo funzionale ad una posizione e ad una polemica politica fine a se stessa. Non c’entrano né la Calabria, ne il suo sistema agricolo e siccome solo di queste due cose, per quanto mi riguarda, mi importa lascio la polemica a chi è bravo a farla ed a chi, prima o poi, dovrà dire quanto e come le sue capacità politiche, amministrative e soprattutto elettorali abbiano prodotto risultati visibili ed apprezzabili“.