Reggio Calabria, Tripodi (PCI): “l’arrogante silenzio della giunta Falcomatà denota un pesante e vergognoso disprezzo per i reggini”

palazzo san giorgio“L’impopolare e fallimentare giunta Falcomatà, nonostante il quotidiano giustificato diluvio di critiche che riceve dai cittadini delusi per la sua palese inadeguatezza, si caratterizza per un sistematico e arrogante silenzio che denota pesante e vergognoso disprezzo per la città e i reggini. Invece, guarda caso, a seguito della diffusione della notizia relativa alla formale presentazione di un dettagliato e motivato esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Reggio in merito all’assegnazione della struttura sportiva di via Messina alla seconda classificata di un bando del lontanissimo 2008, firmato congiuntamente dal sottoscritto e da Stefano Morabito dell’associazione “la Cosa Pubblica”, la giunta Falcomatà ha manifestato la sua esistenza, evidenziando, però, un palpabile e preoccupatissimo nervosismo: la toppa è peggiore del buco!!! Infatti, il fallimentare assessore Zimbalatti detto Zimba, come da copione, è stato costretto, probabilmente ancora una volta a sua insaputa, a vestire i panni del novello kamikaze per difendere, attraverso un comunicato del solito ridicolo e sgrammatico scrivano, il fortino sempre più cadente e assediato di Palazzo S. Giorgio. E’, comunque, opportuno rammentare agli smemorati che l’assessore Zimbalatti detto Zimba, quello della vendita ad un privato di una parte di Parco Caserta, è un noto funambolo della politica con alle spalle una infinita serie di candidature in una miriade di partiti e liste; oggi è espressione di “a testa alta” insieme al v.presidente del consiglio regionale Francesco D’Agostino, vale a dire quel soggetto indagato per il gravissimo reato di intestazione fittizia di beni aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta. Il D’Agostino, sodale di partito di Zimbalatti detto Zimba, nonostante la pesantezza delle accuse formulate dalla DDA, non ha sentito il dovere etico e morale di dimettersi dall’incarico istituzionale e grazie alla indecente copertura del PD calabrese e al silenzio di Falcomatà e soci ha prodotto un vulnus senza precedenti nella storia della democrazia calabrese: il consiglio regionale, alla faccia della sbandierata legalità, è, nei fatti, guidato da un v.presidente per il quale la DDA ha chiesto l’arresto con gravissime accuse”, conclude in una nota Ivan Tripodi, segretario cittadino del PCI.

“La legalità -prosegue- non è un semplice e vuoto slogan: è una pratica difficilissima che necessita coerenza e linearità che per alcuni soggetti sono parole decisamente scomode e impraticabili. Ma torniamo al punto. Ancora una volta l’inadeguato sindaco Falcomatà, per bocca del kamikaze Zimbalatti detto Zimba, non risponde e sfugge clamorosamente alle dettagliate censure sui fatti concreti e sui rilievi relativi al merito dell’inconcepibile assegnazione della struttura di via Messina ad una società arrivata al secondo posto in un bando espletato nel remoto 2008 dalla giunta Scopelliti. Sulle questioni specifiche l’assessore Zimbalatti detto Zimba e, di conseguenza, l’invisibile sindaco Falcomatà tacciono e non hanno dato alcuna risposta né espresso parole di chiarezza: solo livorosi, quanto sterili e inutili, insulti personali, che ne qualificano gli autori, nei confronti dei comunisti che per la coerenza politica e la vera lotta alla ‘ndrangheta sono considerati esempi e modelli concreti dalla società reggina e calabrese. Noi comunisti, al contrario delle squallide accozzaglie legate solo dal potere, siamo un Partito vero e con una storia limpida e invidiata caratterizzata per la strenua difesa della legalità, dei diritti dei lavoratori e delle classi meno abbienti. Al fallimentare Falcomatà desideriamo ricordare che i comunisti hanno sempre combattuto a viso aperto e senza paura tutti i casati e i clan di ogni tipo: è davvero patetico che a parlare volgarmente di casato sia un sindaco che, addirittura, è figlio e cognato di due ex sindaci della città. E’ chiaro: abbiamo colpito nel segno. Tutto ciò, quindi, ci convince della giusta via rappresentata dalla presentazione di un articolato esposto alla Procura della Repubblica che potrà serenamente verificare i discutibili atti prodotti dalla giunta Falcomatà. La realtà incontrovertibile è che l’amministrazione Falcomatà ha stranamente atteso oltre un anno prima di assumere una decisione; si tratta di un tempo enorme durante il quale, per fugare ogni dubbio e, soprattutto, per rispettare trasparenza e legalità, si poteva procedere ad effettuare e concludere doverosamente una nuova gara. Guarda caso l’assessore Zimbalatti detto Zimba e l’invisibile sindaco Falcomatà nella ridicola e insulsa risposta, evidentemente preoccupati e nervosi, dichiarano che nelle more dell’odierna assegnazione, procederanno ad una nuova gara.

Come mai non ci hanno pensato prima? Evidentemente speravano che quanto deciso, senza neanche coinvolgere il consiglio comunale, passasse sotto silenzio e adesso tentano di correre ai ripari. Per quanto ci riguarda, non ci fermeremo, né ci faremo intimidire da questi minuscoli personaggi; nei prossimi giorni invieremo un nuovo esposto all’Anac guidata dal dott. Cantone poiché si evidenzia una competenza anche dell’agenzia nazionale anti-corruzione. Inoltre, preso atto che in merito all’assegnazione della struttura di via Messina si sarebbe realizzata l’idea auspicata e suggerita dal dirigente Cammera, auspichiamo che l’assessore ai LL.PP. Angela Marcianò manifesti la sua opinione su questa scottante vicenda che certamente ben conosce. Infine, approfittiamo dell’occasione per reiterare al fallimentare duo Falcomatà-Zimbalatti detto Zimba due domande che riguardano il tema della legalità e della trasparenza: 1) che fine ha fatto il bando per l’assunzione di 35 lavoratori presso l’AVR, azienda onnipresente al comune di Reggio, scaduto da oltre 14 mesi sul quale i reggini onesti e senza santi in paradiso chiedono inutilmente notizie? 2) Perchè non pubblicano gli elenchi dei lavoratori assunti dalla medesima AVR dalla data dell’insediamento della giunta Falcomatà? Siamo certi che su queste domande che meriterebbero doverose e rapide risposte tornerà il colpevole e assordante silenzio dell’inadeguato sindaco Falcomatà e siamo altrettanto certi che dagli elenchi degli assunti all’AVR salterebbero fuori vergognose sorprese”, conclude.