Reggio Calabria, produttività del personale dell’Asp: “il tempo delle chiacchiere è finito”

mobilitazione dei lavoratori“Il tempo delle chiacchiere è finito!! All’orizzonte dell’ASP reggina si è ormai irreversibilmente delineato l’approssimarsi di un autunno decisamente caldo che investirà tutto il territorio. Dopo la proclamazione dello sciopero indetto da FP CGIL, CISL FP, FIALS e NURSING UP - scrivono in una nota- ci saremmo aspettati segnali di vera concretezza da parte dei vertici aziendali e soprattutto dal collegio sindacale che, con le sue continue e rateizzate richieste di integrazione documentale impedisce di fatto l’applicazione degli accordi sottoscritti a febbraio tra l’ ASP di Reggio Calabria e tutte le Organizzazioni Sindacali n materia di produttività. Ed invece siamo ancora ad un nulla di fatto! Lascia perplessi anche il silenzio della politica sulla querelle, solitamente sempre pronta ad intervenire nel dibattito che si scatena su ogni singola questione che si produce in Calabria ma, stranamente, rispetto ad un argomento di tale delicatezza non sì è registrato da parte di alcun politico calabrese nessun sostegno alle lotte sindacali che riguardano circa 3500 dipendenti della sanità pubblica! Noi non rinunceremo mai ai 15 milioni di euro che spettano ai dipendenti dell’ASP del Comparto, derivanti da anni di immobilismo aziendale, frutto di nomine commissariali volute dai politici di turno.

Il Sindacato – proseguono- noASP Reggio Calabria n nomina i commissari delle ASP tantomeno i Direttori Sanitari ed Amministrativi, né i Capi Distretto e/o altre nomine di vertice. Il Sindacato, quello serio, lotta per e con i lavoratori, costruendo percorsi negoziali incardinati in rigorosi limiti normativi finalizzati a rendere esigibili i sacrosanti diritti dei dipendenti. Il Sindacato, quello serio, non inflaziona lo strumento della denuncia penale alle autorità competenti ne si scaglia contro altre sigle sindacali nel vano tentativo di scaricare non meglio individuabili forme di responsabilità proprio alle sigle che hanno lavorato per il bene dei lavoratori! Questo non è il tempo delle polemiche ne delle sterili “battute di caccia” finalizzate a fini di proselitismo. Questo – aggiungono- è il tempo di stare assieme ai lavoratori nello sciopero del prossimo 20 settembre e di urlare tutta l’indignazione nel sit-in che si terrà davanti alla sede dell’ASP, in via Diana, a questo punto non più solo per rivendicare la giusta erogazione delle somme dovute a titolo di produttività arretrata ma anche per pretendere il riconoscimento di tutti gli istituti contrattuali che nelle altre Aziende vengono regolarmente garantite ai dipendenti e che invece nell’ASP reggina rappresentano una chimera, dalle fasce economiche alle varie indennità che hanno il compito di remunerare prestazioni lavorative rese negli anni e mai retribuite! Giorno 20 settembre, nella sede di via Diana saremo in tanti, tantissimi a gridare con forza tutto il nostro sdegno per una rete ospedaliera e territoriale che non funziona, per il personale lasciato allo sbando, per le mancate assunzioni, per le stabilizzazioni non fatte. Grideremo il nostro disappunto a difesa dei 3500 dipendenti di cui nessuno si occupa, che nessuno coordina e controlla, lasciati troppo spesso in balia dei “furbetti del quartierino” urlanti alla legalità e alla moralità, forse per anestetizzare le proprie vicende processuali e penali. Ecco perché ci saremmo aspettati che il collegio sindacale aderisse alla nostra richiesta d’incontro e non andasse in ferie come ha fatto ed ecco perché non tolleriamo più altri rinvii nella certificazione dei fondi contrattuali da parte di questo Organo di controllo. A nulla sembra essere servito lo sconcerto prodotto in passato dalla situazione debitoria dell’ASP, che registra una spesa pari a 350 milioni di euro, di cui nessuno conosce la fonte o i beneficiari. Chi ha firmato le relative delibere? E chi avrebbe dovuto vigilare e non lo ha fatto? Queste le risposte che oggi pretendiamo di ricevere! Riteniamo, infine, che per ovviare alla situazione di degrado strutturale – organizzativo ed amministrativo – economico-finanziario servano forti provvedimenti che riguardino il sistema e non le persone. Riteniamo che lo sciopero del 20 settembre DEBBA rappresentare uno spartiacque all’immobilismo aziendale e alla “deficienza” politica della Regione Calabria. FP CGIL, CISL-FP, FIALS e NURSING-UP – concludono- si scusano in anticipo con la cittadinanza per i disagi che dovranno subire il 20 settembre e anche oltre ma lo sciopero è l’unico strumento rimasto per richiamare ai propri doveri chi probabilmente ha dimenticato di averne e di doverli osservare!