Reggio Calabria: Ecojazz 2016, l’omaggio alla beat generation di Elisabetta Antonini

Elisabetta AntoniniSonorità graffianti e stridenti si alternano a momenti di raffinato lirismo per il secondo appuntamento di Ecojazz allestito domenica 7 agosto presso il centro equitazione Foti di Pellaro.
Aperto da un filmato che celebra i venticinque anni della rassegna attraverso le testimonianze di quanti hanno sostenuto, partecipato e dato lustro al festival, lo spettacolo “The beat goes on”, scritto ed interpretato dal Elisabetta Antonini – Best new Talent Top Jazz Award 2014 -, ha omaggiato un’intera generazione: la Beat generation.
La corrente letteraria dei giovani poeti “ribelli” Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, formatasi negli anni 50 sulla west coast degli Stati Uniti d’America, trova così un contesto musicale ispirato ai loro scritti ed alle loro poesie che, sulle note del jazz da loro tanto amato, esprime alla perfezione lo stile dissacrante ed innovatore di cui sono stati promotori.
“E’ un progetto per me importante, – spiega Elisabetta Antonini – questo lavoro dedicato agli artisti della beat generation. Un viaggio che ripercorre, attraverso i testi che mi hanno così suggestionata, l’atmosfera ed i valori di controcultura, per i quali ho composto delle musiche originali.”
Beat è infatti sinonimo di ribellione, di battito, di ritmo. Il ritmo della musica jazz, che si ascolta in quegli anni, il ritmo del bebop e della cadenza dei versi nelle poesie. Il jazz di Charlie Parker, ricordato nell’anniversario della morte da una poesia di Gregory Corso con il brano “The bird”; il blues infuocato sulle parole di Allen Ginsberg che racconta del loro modo di stare insieme, della vita sregolata, dell’entusiasmo condiviso per la lettura e la scrittura; l’omaggio ad un brano di Fellonius Monk, pianista americano del bebop paladino di un nuovo linguaggio avanguardistico per l’epoca. La scaletta propone una musica difficile ma vicina al mondo beat, famoso per scegliere percorsi paralleli ed underground.
Accompagnata per l’occasione dal sassofonista, Francesco Bearzatti, dal pianista, Luca Manutza, dal contrabbassista Francesco Puglisi e dal batterista, Marcello Di Leonardo, la Antonini da prova di un impegno creativo non indifferente, che tocca tutte le corde e le sfumature di un’epoca che ha fatto storia, restituendoci un dialogo con i protagonisti di quella stagione furiosa e appassionata.
Dopo aver eseguito una ballata tratta del testo di “On the road di Jack Kerouak”, termina il concerto con una rivisitazione della più famosa canzone di Bob Dylan “Blowin in the wind”.
Il prossimo appuntamento è previsto per lunedi 8 agosto alle ore 22,15 presso il centro equitazione Foti di Pellaro, dove il concerto dal titolo “Gershwin leeward” di Giampiero Locatelli aprirà “Traditions Today”, il progetto di Franco D’Andrea, pianista, compositore ed arrangiatore di statura mondiale.