Reggio Calabria, Daniela Scunci propone la lettura di un classico della letteratura “le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”

Le avventure di Alice nel Paese delle MeraviglieArchiviata la Festa della Poesia d’Estate che l’ha impegnata per diversi giorni, l’Associazione Culturale Anassilaos riprende la sua normale attività presso il Chiostro di San Giorgio al Corso. Martedì 9 agosto alle ore 21,00 Daniela Scuncia, con la collaborazione dei poeti del Lunedì (Carlo Menga, Pietro Rossetti, Lilly Arcudi, Giacomo Marcianò, Fatima Ranieri, Domenico Nava, Nancy Calabrò e Claudio Sergi) propone una interessante lettura di un classico della letteratura inglese, il romanzo, apparentemente per bambini, di Lewis Carrol, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, (titolo originale Alice’s Adventures in Wonderland), pubblicato nel 1865 e oggetto in tempi recenti di complesse interpretazioni psicoanalitiche. L’autore, Charles Lutwidge Dodgson, che assunse lo pseudonimo di Lewis Carrol, nato a Cheshire nel 1832 e morto a Guildford nel 1898, fu diacono, professore di matematica a Oxford, scienza alla quale dedicò numerosi scritti, e appassionato cultore di fotografia. Per la figlia di un amico, Alice Liddell, scrisse l’opera che lo rese celebre e alla quale diede poi un seguito con Attraverso lo specchio (Through the looking-glass) del 1871. Protagonista del romanzo è una bambina di nome Alice che compie un fantastico viaggio in un mondo in cui compaiono animali parlanti, creature strane e prendono vita oggetti inanimati del mondo reale come le carte da gioco. Un mondo quasi a rovescio, regolato da leggi assurde e insensate quasi a mettere in luce l’assurdità del mondo reale e i comportamenti degli adulti. L’intera opera è regolata dal non sense, che nella tradizione letteraria inglese vanta illustri precedenti (basti pensare ai non sense di Edward Lear) , ma vive della personalità di Alice che attraversando uno strano mondo popolato da personaggi così strambi tutto osserva con il candore tipico dei bambini che hanno la capacità di osservare senza scomporsi e di proporre di volta in volta domande che sembrerebbero illogiche. Chiede Alice “Per quanto tempo è per sempre?” Risponde Biancoconiglio “A volte, solo un secondo”. Chiede Alice “Che strada devo prendere?” “Dove vuoi andare?” chiede a sua volta lo Stregatto “Non lo so”, risponde Alice. “Allora, – di rimando lo Stregatto – non ha importanza”. Osserva sempre lo Stregatto “qui siamo tutti matti. Io sono matto, tu sei matta” e Alice “Come sai che io sia matta? “Tu sei matta, le rispose, altrimenti non saresti venuta qui.” L’opera, oggetto di numerosi studi e approfondimenti, immortalata in un celebre film di Walt Disney, a causa dei giochi di parole che scompongono la tradizionale logica linguistica, è stata da sempre di difficile traduzione e interpretazione. A Daniela Scuncia l‘onere e il merito di una rilettura piana ma pur attenta alla complessità del testo.