Reggio Calabria, Cisl: “l’amministrazione Falcomatà fa il gioco delle tre carte con i propri dipendenti”

palazzo san giorgio“Ci rammarica notare che l’amministrazione Falcomatà fa il gioco delle tre carte con i propri dipendenti, nello specifico con gli operatori della polizia municipale. “PROMETTE, PUBBLICA E NON PAGA”. Nei tavoli avuti con la scrivente Organizzazione Sindacale e nello scambio di missive intercorse, l’Amministrazione si era ripetutamente impegnata ad effettuare i pagamenti delle indennità agli operatori della polizia municipale nel brevissimo tempo, nello specifico l’indennità di turnazione (ad oggi ferma dal gennaio del 2016) e l’indennità di disagio (anni 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015 non tenendo conto del 2016 ancora da contrattare) riconosciuta legittima e doverosa da parte di una sentenza del Giudice del Lavoro promossa da un gruppo di agenti. Questo Coordinamento ha manifestato pochi giorni fa il proprio dissenso verso l’indifferenza che si ha nei confronti del settore polizia municipale anticipando azioni eclatanti se nel mese di agosto non si sarebbe provveduto a liquidare le suddette indennità come promesso. Il giorno successivo venivano pubblicate alcune determine sull’albo pretorio che, guarda caso, disponevano la liquidazione delle indennità alla polizia municipale. Fin qui tutto bene se non fosse che in ogni caso ad agosto gli agenti non si vedranno liquidare alcun centesimo, anzi. Avranno pensato bene di zittire e calmare i loro animi pubblicando le determine. Quindi l’Amministrazione dopo aver promesso, pubblicato le determine, in ogni caso non pagherà niente, almeno nel mese di agosto”, scrive in una nota Giuseppe Falcone del coordinamento polizie locali Cisl Fp.

“La rabbia degli agenti come del Coordinamento è molta -prosegue-  c’è da ricordarsi che proprio per questo un paio di mesi fa scesero in piazza oltre 100 agenti in un sit-in promosso dalla Cisl FP per manifestare contro il mancato pagamento delle indennità e per molte altre cose (formazione, strumentazioni, regolamento, ecc.), ma ciò non ha minimamente sensibilizzato il Sindaco, anzi. Per di più abbiamo letto le dichiarazioni dell’Assessore alla Legalità e alla Polizia Municipale, apparse pochi giorni fa sulla stampa, con le quali insinuava che quegli operatori avevano “INSCENATO” un sit-in praticamente per niente. Affermazioni gravi perché l’Assessore dovrebbe sapere che se tanti lavoratori scendono in piazza, pacificamente e legittimamente, evidentemente è perché sentono la necessità di dire no alle offese recate alla propria dignità di agenti. Diverso è invece l’atteggiamento della Giunta Falcomatà difronte ad altri atti che ritiene prioritari senza capirne il perché, ce lo spieghi. Si sta parlando innanzitutto del famoso regolamento che, approvato in Commissione Statuto e Regolamenti, approderà quanto prima al Consiglio Comunale per la sua definitiva approvazione. Ci spieghi come è possibile assegnare funzioni dirigenziali al vice comandante che è un dipendente categoria D, nonostante la legge dica che non è possibile farlo e a stabilirlo definitivamente interviene una sentenza della Corte Costituzionale la quale, chiaramente, dice che le carriere sono diverse, una è quella di funzionario categoria D e l’altra è quella di dirigente, non potendo, la prima, svolgere funzioni superiori (quelle di dirigente). Se dovesse essere approvato al Consiglio Comunale si ravviserebbero palesi violazioni di legge e la possibile ipotesi di reato di abuso d’ufficio.

Non chiara è inoltre – prosegue- la macrostruttura approvata dalla Giunta e che ha, senza alcun senso, almeno per noi, distribuito 5 servizi ad una posizione organizzativa e un solo servizio ad altra posizione organizzativa. Non trova logica organizzativa in ciò, rischiando di creare disservizi organizzativi perché crea un carico di lavoro non equilibrato. Fortunato sarà chi verrà investito della prima posizione organizzativa ricca di servizi e che gli vedrà riconosciuta (come da regolamento) una indennità maggiore rispetto alla seconda p.o. Rimanendo in tema di gestione organizzativa, nonostante il tutto sia di esclusiva competenza della Giunta e della dirigenza, non possiamo tacere su quanto avvenuto in questi giorni al settore polizia municipale dove il dirigente ha attuato la nuova “micro struttura o funzioni-gramma”. Innanzitutto troviamo intempestivo darne esecuzione proprio ora quando la stragrande maggioranza dei dipendenti è in ferie e gli spostamenti di personale hanno creato e continueranno a creare nei prossimi giorni disservizi, mai è stato fatto nel bel mezzo dell’estate, è un inedito reggino e nello specifico, del settore polizia municipale. Si sarebbe potuto aspettare alla fine del periodo estivo non creando disagi ad alcuno, compresa la cittadinanza. Ma evidentemente c’era molta premura ed era importante farlo subito. Inaudito per esempio è assegnare un agente alla segreteria dell’assessorato alla legalità, eppure sono parole dell’Assessore quelle in cui ci si lamenta della scarsa dotazione organica, del numero ridotto di agenti, il che si innesta nel tentativo dell’Amministrazione di spostare oltre 20 agenti che, nonostante non idonei al servizio esterno lo sono per la qualifica di agente di polizia municipale, potendoli impiegare in posti che, spesso per carenza di personale, devono essere ricoperti da agenti idonei che potrebbero lavorare all’esterno. Tutto ciò non ha minimamente logica ma probabilmente ne risponde ad altre. Il Dirigente e l’Assessore ci dicano quali sono.

Da pochi giorni – aggiunge al settore polizia municipale viene imposto da parte del Dirigente ai lavoratori l’effettuazione di straordinario in prosecuzione del normale orario di lavoro citando e interpretando in modo errato un articolo del regolamento della polizia municipale (art. 23). Fatta questa premessa c’è da dire subito che lo straordinario risponde ad esigenze non programmabili e tanto meno prevedibili, recita l’art. 38 del CCNL e non può essere usato come strumento di ordinaria programmazione, cosa che invece il Dirigente ha già effettuato un paio di volte con alcuni ordini di servizio obbligando il personale a fare 10 ore continuative di cui 5.50 lavoro ordinario il resto straordinario e facendo smontare il personale alle ore 2 di notte, per di più, alcuni di questi agenti “obbligati” devono poi montare dopo poche ore svolgendo il servizio di mattina avendo solo 3-4 ore di riposo durante la notte (disumano). Lo straordinario è uno strumento che non può essere usato per arginare i problemi di dotazione organica e per eventi che si conoscono già da mesi, inoltre l’art. 23 richiama semplicemente, nella sua forma, l’art. 38 citato e niente di più. Ci conforta una sentenza della Suprema Corte (n. 17582/2014) la quale dice che il dipendente pubblico non può essere obbligato a fare straordinario senza il suo consenso anche se trattasi di esigenze imprevedibili ed eccezionali, non potendo il datore di lavoro, neanche applicare una sanzione disciplinare in caso di rifiuto, proprio per la natura privatistica del rapporto di lavoro intercorrente tra il lavoratore e l’ente. Tutto questo è stato segnalato al Dirigente. Ci si è soffermati solo su alcuni dei tanti aspetti che cozzano con il buon senso e con la buona amministrazione, principi che dovrebbero fare da apripista nel percorso di innovazione e riorganizzazione dei servizi resi alla cittadinanza. Non si è tenuto mai conto delle reali esigenze della popolazione, dei lavoratori, che oggi sono diventati solo strumenti per perseguire altri fini. Si chiede innanzitutto il pagamento immediato delle indennità come promesso senza dare false illusioni con la pubblicazione di determine sull’albo pretorio. Si chiede poi il coinvolgimento di tutte le organizzazioni sindacali e non solo di alcune, nell’istituenda riorganizzazione del settore della polizia municipale, partendo proprio dall’invio della microstruttura quale informazione sindacale, come previsto dalle disposizioni di legge e come già richiesto giorni fa dallo scrivente Coordinamento. Si chiede infine più dialogo e soprattutto che l’Amministrazione risponda e non si nasconda dietro il suo muro di silenzio come oramai ci ha abituato ad assistere”, conclude.