Reggina, dopo il 3-1 di Fondi servono interventi (urgenti) sul mercato e (tanta) pazienza. Che succede nello spogliatoio?

Reggina, brutta sconfitta all’esordio in campionato sul campo del neopromosso Fondi: pesante 3-1 ampiamente meritato

FOndi RegginaLa Reggina torna in Lega Pro con il piede sbagliato: la prima partita nel calcio professionistico dopo l’eroico trionfo playout sul campo del Messina al San Filippo è un travolgente 3-1 subito dal neopromosso Fondi degli ex Baiocco e Bombagi, una storia importante in riva allo Stretto nel recente passato amaranto in serie B. Il risultato finale, 3-1 per i laziali, è maturato in modo ampiamente meritato per una squadra che ha legittimato il successo al cospetto di una Reggina spavalda ma inconsistente. Tipicamente zemaniana, la squadra amaranto nel secondo tempo ha anche provato ad acciuffare il pareggio dopo aver accorciato le distanze con il difensore centrale Gianola (il primo tempo si era concluso 2-0 per il Fondi) ma ha rischiato più volte di capitolare lasciando ampi spazi in contropiede. Ma a prescindere dalla partita, cerchiamo di analizzare la situazione della squadra amaranto dopo 3 partite ufficiali (Paganese-Reggina 1-0 e Vibonese-Reggina 2-2 in Coppa Italia, adesso Fondi-Reggina 3-1 all’esordio in campionato) a pochissimi giorni dalla fine del calciomercato e in vista del Derby di domenica al Granillo contro il Messina che stasera ha superato il Siracusa al San Filippo con lo stesso risultato di 3-1. Per i siciliani sarà la partita della vita, alla ricerca di una sorta di “vendetta” dopo la drammatica sconfitta playout di un anno e tre mesi fa, ma la Reggina sa bene che una normale partita di campionato non potrà mai valere quanto la terza storica “carcagnata” e affronterà questa settimana con la preparazione normale in vista di una partita normale. Più che il derby, infatti, bisogna preoccuparsi del campionato.

La Reggina ai raggi x: urgono numerosi interventi sul mercato per essere minimamente competitivi per la salvezza, mancano pochi giorni

nuovo logo reggina 2016La squadra ha mostrato luci e ombre. In porta c’è Sala che – come avevamo già scritto in fase di mercato – si può considerare un portiere di garanzia per questa categoria. Nelle prime uscite stagionali ha alternato qualche indecisione a tante grandi prodezze. Oggi a Fondi è stato decisivo per mantenere la squadra in partita fino alla fine. E’ OK. Così come è OK – a nostro avviso – il reparto mediano che con un ottimo De Francesco, il talentuoso Bangu e l’esperto Botta (che ovviamente avrà bisogno di qualche settimana per entrare in piena forma), è il miglior reparto dell’organico amaranto, anche perchè in panchina c’è Forgione che è un altro elemento di qualità. Certamente ci si potrebbe contraddire dicendo che mancano alternative valide, ma Zeman giocherà sempre con 3 centrocampisti e da una squadra ripescata in Lega Pro con l’unico obiettivo di salvarsi non si può certo pretendere una rosa da Champions League.

Tutto il resto, è da rivedere. Il difensore centrale Kosnic e il bomber Coralli sono due grandi incognite. Senza ombra di dubbio sono i due calciatori più dotati, da un punto di vista tecnico, della squadra. Ma di Kosnic bisogna considerare le precarie condizioni fisiche: è arrivato e si è subito fatto male, non l’abbiamo ancora mai potuto ammirare (forse esordirà con la maglia amaranto nel derby contro il Messina), ma già negli scorsi anni è stato tormentato dai guai fisici. Non ha mai disputato un torneo intero da titolare, sempre a causa degli infortuni. L’anno scorso appena 11 presenze a Budapest, due anni fa 26 a Pisa. Per Coralli c’è l’incognita dell’età: ha 33 anni e l’anno scorso al Cittadella, sempre in Lega Pro, ha giocato da titolare soltanto 4 partite. Ma è stato comunque importante per la promozione dei veneti in B, subentrando 14 volte dalla panchina, realizzando 3 gol e 1 assist pesantissimi e mettendo la sua esperienza al servizio della squadra. La Reggina non deve fare un campionato di vertice, quindi ha deciso di puntare su di lui come punto di riferimento titolare in attacco. Potrebbe rivelarsi una buona idea ma al momento è e rimane una grande incognita. Di certo avrà bisogno di qualche settimana per entrare pienamente in forma e, come anche Botta, per inserirsi nei moduli di mister Zeman, non avendo svolto la preparazione con la squadra.

Tutto il resto (la difesa e gli esterni d’attacco) ha mostrato pesanti limiti. Ed è qui che bisogna assolutamente intervenire sul mercato se si vuole consegnare al mister un organico minimamente competitivo per la salvezza. Nel reparto arretrato, i due ex Messina De Bode e Cane hanno certamente un certo peso in un torneo il cui livello è quello della serie D. Ben altra cosa è la Lega Pro, come i dirimpettai peloritani (e tutti coloro che hanno seguito quel campionato) hanno avuto modo di constatare nel campionato di due anni fa, quello concluso con la retrocessione più brutta nel playout perso proprio con la Reggina. Nelle prime partite ufficiali di questa stagione hanno già palesato tutti i loro limiti. Sulle fasce bisogna affidarsi a Porcino e Maesano, giovani di belle speranze. Non è una follia puntare su di loro come titolari, ma serve pazienza perchè devono crescere e soprattutto dovrebbero essere supportati da due centrali di livello. Al centro invece la coppia dovrebbe essere Gianola (l’unico fin qui che è stato sufficiente) e Kosnic, ma visto quanto già scritto sopra senza ulteriori acquisti in difesa non si potrà dormire sonni tranquilli.

Così come non si può certo pensare di fare un campionato di Lega Pro con il 4-3-3 e con i due esterni d’attacco Oggiano e Carpentieri. Oggiano è un attaccante di 30 anni che ha militato tutta una carriera in Eccellenza e Serie D. La Reggina ha deciso di confermarlo anche in Lega Pro ma in queste prime uscite non è sembrato in grado di tenere il passo della nuova categoria. Carpentieri è un ragazzino di 19 anni, come sono tutti giovanissimi anche gli altri calciatori in organico che mister Zeman ha per adesso lasciato in panchina: Brunetti (21 anni), Tripicchio (20 anni), Bianchimano (20 anni), Lo (20 anni) e Lancia (19 anni).

Urgono, quindi, numerosi interventi sul mercato per consentire a mister Zeman di avere una squadra minimamente competitiva per la salvezza: due esterni d’attacco e due difensori (un centrale e un esterno). Altrimenti è inutile iniziare a sparare sulla croce rossa contro l’allenatore, se l’organico è di questo livello e quasi tutti i titolari sono arrivati dopo la fine della preparazione (su cui Zeman punta molto). Neanche Ancelotti, RanieriConteMourinho potrebbero inventare chissà che con questi calciatori a disposizione e ogni allenatore va sempre giudicato esclusivamente in base alla squadra che allena.

L’obiettivo stagionale: salvezza se possibile evitando i playout

L’obiettivo stagionale è ovviamente la salvezza, se possibile evitando i playout. Significa mettersi 5 squadre sotto durante il campionato. Ma ad oggi si fa molta fatica ad individuare 5 squadre deboli al punto che la Reggina possa riuscire a scavalcarle. Sulla carta, le uniche “piccole” di questo torneo sono la Virtus Francavilla, la Vibonese e la Paganese. Vibonese e Paganese contro cui la Reggina è già andata sotto in Coppa Italia, a parità di condizioni (anche le avversarie erano ancora indietro con la preparazione e infarcite di giovani proprio come gli amaranto). Il livello di questa Lega Pro è altissimo, molto più del torneo in cui due anni fa la Reggina è riuscita a salvarsi soltanto ai playout pur avendo un organico di livello. Era una Reggina che aveva iniziato il campionato con Di Michele, Viola, Insigne, Rizzo e Dall’Oglio, poi l’ha concluso con Belardi, Cirillo, Benedetti e Zibert arrivati a gennaio. Ed era un torneo in cui le avversarie erano Vigor Lamezia, Savoia, Ischia, Aversa NormannaPaganese, Martina Franca, Lupa Roma, Barletta, Melfi. Stavolta, invece, bisognerà vedersela con grandi piazze come Catania, Taranto, Siracusa, Akragas Agrigento, Fidelis Andria e Monopoli, che due anni fa non c’erano (e sono tutte squadre di livello), oltre a Foggia, Lecce, Cosenza, Matera e Casertana, tutte e 5 molto cresciute e molto più ambiziose di due anni fa sia dal punto di vista societario che sotto il profilo tecnico.

Ecco perchè sarà molto dura.

Che succede nello spogliatoio?

Fanno paura le parole del presidente Praticò e di mister Zeman a fine gara dopo la sconfitta di Fondi. Ai microfoni di Radio Touring 104, Praticò ha detto: “la squadra deve scendere in campo cercando di onorare la maglia, in questo campionato non si scherza. Bisogna dare tutto, altrimenti torneremo più di una volta con le pive nel sacco“. Zeman ancora più diretto: “mi aspettavo molto di più da gente come Carpentieri e Cane, che hanno nella corsa la loro arma migliore, ma che hanno tradito le attese“. Dopo l’addio al veleno con Roselli, è l’ennesima spia che segnala qualcosa che non va nello spogliatoio. Qualcosa di grande, se esponenti di spicco come Presidente e Allenatore non ne fanno mistero davanti ai mass-media, anzi, chiedono più impegno ai calciatori.

reggina messina derby tifosi curva sudNon è certo questo il modo migliore per ripartire. Non era certo questo ciò che si aspettava la tifoseria. Ecco perchè servirà tanta, tanta pazienza per tutta una stagione che si prospetta una scalata durissima. Ai tifosi il compito di non mollare mai, perchè a maggior ragione vista tutta questa situazione serve il sostegno del pubblico per conquistare una salvezza vitale.

Se si torna in D (stavolta sul campo), chi la salva più la nostra Reggina?