Prosegue il Roccella Jazz Festival

luca (3)Nel percorso di avvicinamento al palco principale stasera (18 agosto) alle 23, Carmelo Coglitore (sax) e Francesco Cusa (batteria) si esibiranno in una performance presso Largo Colonne alle ore 23. Entrambi calabresi ma estremamente attivi anche al di fuori della scena regionale, saranno chiamati a un dialogo che si preannuncia pieno di sottigliezze e cambi di ritmo. Domani (19) invece Maria Portugal e Ray Anderson si incontreranno sul palco come  primi protagonisti del Roccella Jazz Main Stage, a partire dalle ore 21. La prima è una talentuosa batterista e vocalist che fa parte del collettivo di Arrigo Bernabè, chiamato poi lunedì a chiudere il festival insieme al superquartetto formato da Joe Lovano, Lars Danielsson, Antonio Faraò e Lenny White; Anderson invece è un nome di punta dell’ultimo ventennio di avanguardie, con una serie di importanti collaborazioni fra cui Anthony Braxton, Henry Threadgill e Charlie Haden, oltre a progetti a suo nome. Il motivo di tale interesse è chiaro: nativo di Chicago, classe 1952, con ampissimo bagaglio di influenze che poi si sono andate a riflettere nella sua musica e nelle sue svariate formazioni, anche le meno ortodosse, (per esempio l’avventura di Slide Ride, quartetto di soli tromboni completato da Craig Harris, George Lewis e Gary Valente, o la Pocket Brass Band). Molto importante è stato poi il trio con il bassista Mark Elias e il batterista Gerry Hemingway, che ha registrato parecchio per varie, importanti etichette (Soul Note, Minor Music, Enja). Fautore di uno stile innovativo, che parte comunque dalle radici dello strumento, Ray Anderson è in ogni caso un improvvisatore contemporaneo che fa tesoro del passato per una musica che sappia sempre comunicare con un pubblico anche non necessariamente esperto.  Insieme alla musicista brasiliana, svilupperanno una produzione originale, così come la stessa denominazione avrà Blake Cloud, il nuovo collettivo del trombettista beneventano Luca Aquino (ore 22), sempre gradito ospite del festival in questa sua derivazione fra musica e letteratura, dal momento che l’ispirazione principale è rappresentata dal poeta William Blake, sottovalutato in vita,  poi riferimento di un maudit del rock come Jim Morrison e oggi delle arti visive in generale : “Dopo un pò di tempo passato in dimensione acustica-ribadisce- sentivo il desiderio di rispolverare i miei pedali elettronici. Ho sempre amato abbinare riverberi, delay e distorsori al suono del mio strumento che in precedenza avevo usato solo per OverDoors.

Non ho dato molto spazio alle imrayprovvisazioni radicali e abbiamo dei precisi binari da seguire con gli altri musicisti. E la prima volta che ho usato un approccio simile e così ben definito, di solito prediligo il free. “Al fianco di Luca Aquino, una formazione inedita composta da Antonio Jasevoli alle chitarre, Roberto Cherillo (voce, tastiere), Dario Miranda (basso) e Lele Tomasi alla batteria e le proiezioni del gruppo di videomakers Neocortex, nell’ennesima serata di livello della storia di Rumori Mediterranei, ossequiando così l’assoluta originalità che continua a riguardare questo importante festival italiano, diretto artisticamente da Vincenzo Staiano e Paola Pinchera nel ricordo del Senatore Zito. Biglietti disponibili al botteghino, con  possibilità di sottoscrivere abbonamenti per le quattro serate che vedranno come altri protagonisti Han Bennink, Claudio Cojaniz, Alexander Balanescu e Antonello Salis fra molti altri.