Polistena (Rc): Tripodi contro il sindaco di Cinquefrondi

tripodi michele“Pur non avendo, il sottoscritto, rilasciato dichiarazioni alla stampa che autonomamente ha assunto l’iniziativa di scrivere sulle condizioni della bretella di collegamento con lo svincolo della superstrada, nè reso pubblici interventi su Facebook dove anzi qualcuno ha tentato vigliaccamente in spregio alla democrazia di censurare il profilo del sottoscritto, il Sindaco di Cinquefrondi Michele Conia che immaginiamo già munito di alabarda ed in groppa all’asino, si inventa una visione fantastica degli accaduti approfittando di un post “non andato a buon fine” come la maggior parte delle sue demagogiche battaglie di campanile. Ma finalmente ora è uscito allo scoperto, nel modo peggiore forse, annunciando che il comune di Cinquefrondi non eseguirà alcun intervento sulla strada che collega la SGC con il Cimitero di Polistena”, scrive in una nota il sindaco di Polistena, Michele Tripodi.Ribadiamo -prosegue- se ce ne fosse bisogno, che il comune di Cinquefrondi, nelle more dell’inerzia e del rimpallo di competenze, deve intervenire con urgenza per rimuovere lo stato di pericolo della bretella che ricade quasi totalmente in territorio del Comune di Cinquefrondi. Se Conia non provvederà con urgenza, anche in quanto sindaco territorialmente competente e massima autorità a tutela della pubblica incolumità, saremo costretti nostro malgrado a rivolgerci all’autoritá giudiziaria. Una cosa infatti, è l’aspra polemica politica dalla quale non ci tiriamo indietro, altro è assicurare la pubblica incolumità e la sicurezza dei cittadini in transito, tutti, senza distinzioni di provenienza, come da tempo immemore l’Amministrazione Comunale di Polistena ad esempio fa quando si tratta di difendere il diritto alla salute, l’ospedale di Polistena e la sanità pubblica del territorio. Evidentemente Conia non riesce a cogliere le differenze tra l’assunzione di responsabilità e la dialettica politica. Ci risulta infatti- aggiunge- che quella strada denominata via Fortunato Seminara del comune di Cinquefrondi è stata oggetto, di recente, di interventi di manutenzione e pulizia da parte proprio del comune di Cinquefrondi, e relativo rilascio di autorizzazioni al passaggio di condutture con successivi ripristini ancora visibili. In merito al resto del contenuto della nota di Conia, è evidente che quando il sottoscritto si trovava fino al 2011 alla Provincia, le condizioni della bretella in questione non versavano in questo stato comatoso. Sarebbe interessante capire cosa invece in concreto il fido scudiero (ma non troppo), vicesindaco di Cinquefrondi ex consigliere provinciale Giuseppe Longo, tirato in ballo dal suo Sindaco errante, abbia fatto nel periodo successivo e cioè dal 2011 al 2016, periodo nel quale era in carica a rappresentare il territorio. Lo scorso anno, ad agosto, con una lettera, su iniziativa del sottoscritto alla quale Conia si è poi accodato, si è cercato di smuovere la questione dopo che il livello di degrado della strada aveva superato ogni limite. Cosa ha fatto il consigliere Longo in questo ultimo anno trascorso per far mantenere gli impegni alla Provincia, che al tavolo tecnico aveva promesso di asfaltare tutta la bretella? Forse in tutte le sue andate a Reggio Calabria è stato più impegnato a far imprimere il suo nominativo sulla lapide ribattezzata “della vergogna”? Ad ogni modo se l’Amministrazione Comunale di Cinquefrondi invece che aumentarsi gli stipendi avesse stanziato le stesse somme almeno per riparare le buche, anzi i crateri presenti sulla strada, tutta la comunità di cittadini polistenesi e non solo che la attraversano, le sarebbe stata grata. Evidentemente è tale lo spauracchio di Polistena che Conia preferisce continuare a combattere contro i mulini a vento piuttosto che lavorare per unire attorno a strategie di sviluppo comune le risorse e le popolazioni locali, che di tanta ostilità derivata probabilmente da un eterno e politico complesso di inferiorità, non hanno cosa farsene. Infine, sulla storia di Mommo Tripodi, bandiera di coerenza e di lotta del territorio, non consentiamo ai Conia di turno, di poter far leva per giustificare i propri comportamenti qualunquisti e sempre più lontani dalla tradizione comunista, che all’inizio aveva pur abbracciato, e dalle lotte dei lavoratori e dei movimenti popolari per il riscatto civile e sociale del territorio”, conclude.