“Pietre&stelle2016”: nuove prospettive di studio su Argimusco, la stonehenge siciliana

montalbano_elicona_th_1600Tra miti e misteri i Megaliti dell’Argimusco nel comune di Montalbano Elicona, eletto “Borgo dei Borghi 2015″, rappresentano uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia. Il sito dall’origine dibattuta, fra chi lo considera un “Osservatorio Astronomico Naturale” e chi “opera d’Alchimisti medievali”, diventa oggetto di nuove prospettive di studio. Si è svolto infatti, venerdì 19 agosto al castello Federico II di Montalbano Elicona, il terzo appuntamento del Festival “Pietre&stelle2016″, con tema “L’Argimusco: Pietre e Culto dell’Acqua alla corte di Aragona”. Sotto la direzione del dottor Andrea Orlando che nel 2004 al congresso internazionale di astronomia culturale dell’Università La Valletta di Malta, presentava la prima pubblicazione accademica sul l’ L’Argimusco, si sono ripercorse le tappe fondamentali della sua storia. Tutto iniziò quarantanni fa con le intuizioni Professore Gaetano Maurizio Pantano, confluite poi nel saggio Megaliti di Sicilia del 1994 e sviluppate dal Professore Giuseppe Todaro. Oggi le ricerche del Dottor Orlando, si basano sull’analisi delle carte topografiche, come quella del “Regnum Siciliae” di Gerardo Mercatore del 1589 e diversi toponimi che segnalano la presenza presso Argimusco, di una fonte d’acqua particolare, utilizzata fin dall’antichità. I risultati sono stati conseguiti con l’impiego di nuove tecniche di indagine scientifica, quali il telerilevamento, il georadar e l’archeoastronomia, nonché attraverso un’approfondita indagine geologica, curata dal dottor Davide Gori, geologo e vice presidente dell’Istituto di Archeoastronomia Siciliana. Dai reperti pervenuti dalle aree circostanti, non andrebbe esclusa un’antropizzazione dell’Argimusco, durante l’età del Bronzo. E’ probabile che l’area, sia stata utilizzata come luogo di sepoltura, una sorta di necropoli sacra d’altura. Ancora si ritiene che lo stesso, sia servito all’uomo per osservare i cieli e determinare l’alternarsi di cicli e stagioni. In attesa che si effettuino scavi archeologici, per datarne l’esatta frequentazione, il dottor Orlando ha dichiarato :” L’Argimusco ha grandissime potenzialità dal punto di vista turistico e culturale, bisogna lavorare in sinergia con enti ed istituzione per rendere tale area tutelata e fruibile al pubblico nazionale ed internazionale. Voglio infine ringraziare l’Amministrazione Comunale e in particolare il Sindaco Dott. Filippo Taranto, per la sua grande disponibilità e sensibilità culturale”