‘Ndrangheta: 9 anni fa la terribile strage di Duisburg [FOTO]

‘Ndrangheta: una strage maturata nell’ambito della faida di San Luca tra il gruppo dei Nirta-Strangio e il contrapposto schieramento dei Pelle-Vottari-Romeo al quale appartenevano le vittime

GERMANY-SHOOTINGS/

Sono passati nove anni dalla strage che ha costretto l’Europa, e il mondo intero, a prendere coscienza dello strapotere della ‘ndrangheta, della sua forza militare, della sua espansione oltre i confini ristretti della Calabria e dell’Italia. Sei morti ammazzati, il 15 agosto 2007, a Duisburg, città della Germania occidentale dove si trasferì la faida di San Luca, piccolo centro della provincia di Reggio Calabria fino ad allora sconosciuto. Una strage capace di segnare in maniera inequivocabile tutta la ferocia della ‘ndrangheta, con le sue regole e il suo codice. Quattromila anime, tante quanti sono gli abitanti di San Luca, il centro reggino da cui arrivavano le sei persone uccise a Duisburg, balzate al centro della cronaca mondiale. Un ordine partito dal centro aspromontano per inserirsi in una delle faide più cruenti della mafia calabrese. Sedici anni di vendette, iniziate per uno scherzo di Carnevale e lavate con il sangue di almeno undici morti ammazzati, tutti legati a doppio filo ai clan contrapposti degli Strangio-Nirta da una parte e Vottari dall’altra. Le sei vittime vennero trovate in una Golf Volkswagen, dove c’erano quattro corpi, e in un furgoncino Opel. I morti avevano festeggiato il 18esimo compleanno di uno di loro, Tommaso Venturi nella pizzeria “Da Bruno”, di proprietà di Giuseppe Strangio. Sei giovanissimi trucidati con decine di colpi d’arma da fuoco: Marco Marmo, Francesco Pergola, Tommaso Venturi, Marco Pergola, Francesco Giorni e Sebastiano Strangio, tutti di età compresa tra i 18 e i 39 anni, quasi a volere stroncare le nuove leve della cosca avversaria. Sei morti per vendetta. Per rispondere all’omicidio di Maria Strangio, uccisa il giorno di Natale del 2006 in un agguato i cui veri bersagli erano il marito della donna, Giovanni Luca Nirta, e Francesco Colorisi, rimasto ferito in quell’occasione insieme a Domenico Nirta. Una faida, come detto, iniziata per uno scherzo di Carnevale nel 1991, con un lancio di uova e la morte di due giovani.