Modifica della Naspi: Fisascat Cisl Sicilia lancia una petizione popolare

La Fisascat Cisl Sicilia ha lanciato una petizione popolare con una raccolta firme per chiedere la modifica della Naspi

NASPILa Fisascat Cisl Sicilia ha lanciato una petizione popolare con una raccolta firme da destinare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro del Lavoro per chiedere la modifica della Naspi. L’iniziativa – di cui per conoscenza verranno informati anche la Presidenza della Repubblica Italiana, la Presidenza del Senato e la Presidenza della Camera, e la Presidenza della Regione Siciliana – punta a garantire la tutela del lavoro e quindi la difesa, innanzitutto, del sostegno economico per i lavoratori e per le proprie famiglie, che nel territorio siciliano scaturisce esclusivamente dal comparto turistico sia nel settore alberghiero che nel settore commercio. La petizione è partita dal comprensorio di Taormina, il primo polo turistico siciliano.
“L’economia del nostro territorio – spiega il segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl Sicilia Pancrazio Di Leo – è per lo più basata, in modalità fondamentale ed imprescindibile, sulle dinamiche del turismo e sulle relative opportunità occupazionali con conseguenti ricadute normative e contrattuali che ne regolano le attività.
La crisi economica, l’incertezza del posto di lavoro e/o dei periodi lavorativi nonché la mancata percezione dell’indennità di disoccupazione involontaria pongono serie ed evidenti criticità per il futuro e allontanano le professionalità”.
Chiediamo perciò – continua Di Leo – che venga prevista un’indennità da erogarsi ai lavoratori stagionali del settore turismo, equivalente, per durata temporale, alle settimane di effettivo lavoro prestato e che siano accreditati i contributi figurativi relativi a tutto il periodo di percezione della predetta indennità“.
Non è pensabile afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Regionale Sicilia – che le modalità di calcolo della Naspi non tengano in alcun modo conto delle peculiarità del lavoro stagionale nel turismo che, in Sicilia tra l’altro, impiega centinaia di lavoratori con picchi di occupazione pari al 95% in alcuni territori che concentrano la propria attività nei periodi dell’anno caratterizzati dalla maggiore presenza turistica. Urgono interventi strutturali che superino le negative ricadute che la normativa attualmente vigente ha sul reddito dei lavoratori e delle loro famiglie”
Ogni lavoratore a cui viene ridotto il periodo lavorativo – spiega il segretario generale della Fisascat Cisl Messina Salvatore D’Agostino – rischia di rimanere privo di lavoro e di una qualsivoglia forma di sostegno al reddito: appare superfluo sottolineare che una famiglia senza reddito costituisce innegabilmente un problema sociale. Noi vogliamo la modifica della Naspi. Si può cambiare la riforma ma è fondamentale il supporto della gente.
Il Governo ha varato, com’è noto, con decorrenza dal 1° maggio 2015 la Riforma Naspi, nuovo sussidio di disoccupazione introdotto dal Jobs Act, riforma del lavoro che ha determinato il superamento dell’ “Aspi” e “Mini Aspi”. Per poter usufruire della Naspi i soggetti disoccupati adesso devono aver maturato i seguenti requisiti: 1) Stato di disoccupazione involontario ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), D. Lgs. 21 aprile 2000, n .181 e successive modificazioni; 2) Requisito contributivo ovvero il lavoratore deve poter far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione; 3) Requisito lavorativo ovvero il lavoratore deve poter far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
La durata della Naspi varia in base alla posizione storica contributiva di ogni lavoratore e potrà arrivare a un massimo di 24 mesi per chi ha lavorato negli ultimi 4 anni, scendendo fino a 18 mesi a decorrere dal 1°gennaio 2017.
La durata massima prevista è pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione nei quattro anni precedenti il giorno di perdita del lavoro. Dal conteggio vengono, inoltre, esclusi i periodi che hanno già determinato l’erogazione delle altre indennità di disoccupazione. Per gli eventi di disoccupazione che si verificheranno dall’1.1.2017, la durata della prestazione non potrà superare le 78 settimane.
La Fisascat Cisl si rivolgerà così ai cittadini per protestare e rivendicare il diritto al lavoro contro lo stallo dei tavoli negoziali per il mancato rinnovo dei contratti nel comparto turistico. La località di  Taormina è ancora una volta il luogo simbolo dal quale parte una battaglia che riguarderà l’intero territorio siciliano. Taormina era stata scelta il 15 aprile 2015, insieme a Roma e Milano, per la manifestazione nazionale – indetta dalle Federazioni sindacali nazionali e che ha visto in particolare impegnata la Fisascat in rappresentanza allora di tutto il Meridione, considerato anche che il comprensorio Taorminese e l’intera zona Ionica e Valle dell’Alcantara sono il primo polo turistico siciliano. Nei mesi precedenti ed in quelli successivi Fisascat e Cisl hanno più volte denunciato come, con la nuova Naspi introdotta con il Jobs Act, i lavoratori avrebbero perso l’accesso ai sussidi, andando incontro – in quanto stagionali – a un taglio del 50% del valore dell’indennità precedentemente percepita.
Un ordine del giorno urgente sul tema è stato approvato nei mesi precedenti  dall’Assemblea Regionale Siciliana. Ora si punta su una petizione popolare per sensibilizzare le Istituzioni. “Più dignità, più lavoro, insieme per cambiare la Naspi” è lo slogan e il messaggio forte che parte dalla Fisascat Cisl e che mette in gioco il futuro di migliaia di lavoratori e famiglie, a tutela del diritto al lavoro.