Lazzaro (Rc), Crea: “ruderi che minacciano rovina. Il GIP accoglie l’opposizione all’archiviazione del Comitato torrente Oliveto”

Crea (1)“Il Giudice per le Indagini Preliminari  del Tribunale di Reggio Calabria  a scioglimento della riserva assunta nella camera di consiglio in merito a dei ruderi che minacciano rovina e creano pregiudizio per la salute pubblica, si è determinato: rilevato che le indagini svolte siano del tutto insufficienti rispetto alla delega del P.M., che in ogni caso l’apposizione di una rete continuativa non può ritenersi idonea  per la messa in sicurezza del sito, anche in considerazione della tipologia del materiale e di rifiuti presenti (su tutti l’amianto), in accoglimento della proposta opposizione  ordina al P.M. di svolgere le indagini con l’ausilio di personale tecnico dell’ASL e dell’ARPACAL nei termini indicati nel provvedimento ed  entro 30 giorni. Sulla questione riguardante il potenziale pericolo derivante dalle gravi condizioni igienico sanitarie nonché dai presunti problemi di ordine statico dei fabbricati in questione situati in via degli Scalpellini di Lazzaro  rispettivamente ai numeri civici 14 e 24 in stato di degrado e completo abbandono, avevo interessato le competenti Istituzioni tra cui alcune articolazioni comunali, evidenziando l’implosione di una parte dei tetti e distacchi di pietrame lungo il muro perimetrale che si riversavano su strada pubblica.  Nel mese di febbraio 2012 è intervenuto personale dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria che hanno apposto del nastro segnaletico sul cancello d’accesso”, scrive in una nota Vincenzo Crea, referente unico dell’Ancadic Onlus. “L’inconveniente igienico sanitario -prosegue- segnalato riguardava anche la presenza di numerose lastre di eternit in cattivo stato di conservazione, rifiuti insistenti all’interno dei ruderi e nella vasca attigua alla struttura situata al civico 14 un tempo utilizzata per l’irrigazione dei terreni.

Quanto da me segnalato è stato certificato Crea (2)dall’Organo sanitario che nel mese di ottobre 2011  trasmetteva la relazione di servizio al Sindaco del Comune di Motta SG con la quale tra l’altro evidenziava che onde evitare pericoli per la salute e l’incolumità pubblica e privata bisognava intervenire al più presto ed effettuare una pulizia e disinfestazione del sito in oggetto. Di tempo ne è passato e nulla di concreto è stato fatto.   Il Comando Polizia Municipale di Motta SG – aggiunge- avendo riscontrato il perdurare dello stato di abbandono diffidava con provvedimento del 10.9.2013  la proprietaria del rudere al civico 14 alla messa in sicurezza  e alla bonifica dell’area  di sua proprietà ed in particolare alla disinfestazione e derattizzazione a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, entro 15 giorni dal ricevimento di tale provvedimento.  Tutto è caduto nel dimenticatoio nonostante le mie continue segnalazioni. Si è registrato un illogico intervento consistente nella collocazione di una rete “frangisole” lungo il perimetro dell’edificio posto al civico n. 14 alta circa due metri che incomprensibilmente è stata ritenuta idonea ai fini della messa in sicurezza del rudere dalla polizia giudiziaria delegata a compiere le indagini. Si sarebbe dovuto verificare l’avvenuto smaltimento delle lastre di eternit secondo quanto previsto dalla normativa di settore richiamata nell’esposto del 2.7.2012. Non è la prima volta che i Giudici per le Indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria accolgono le opposizioni all’archiviazione da me proposte, riguardanti presunti e diversificati fatti penalmente rilevanti, pertanto sarebbe opportuno una maggiore attenzione e accuratezza nell’eseguire le indagini disposte dall’Autorità Giudiziaria”, conclude.