La mafia siamo noi

Reggio Calabria, le minacce a Klaus Davi e l’allegra famigliola nell’aiuola del lungomare animano il Ferragosto

reggio mafia klaus davi pic nic lungomareIl lungo weekend di Ferragosto a Reggio Calabria è stato animato da due brutti episodi che avrebbero dovuto scuotere la società civile reggina in modo compatto, e invece alimentano discussioni aberranti. Dapprima le drammatiche minacce di morte al giornalista Klaus Davi, gli ‘ndranghetisti gli hanno scritto su facebook frasi pesantissime come “se vieni di nuovo a Reggio Calabria ti distruggiamo, tieni gli occhi aperti che a chiuderli ci vuole un attimo“; poi il picnic sull’aiuola del Lungomare, certamente meno drammatico ma comunque eloquente esempio di degrado. Pittoresco quanto volete, ma pur sempre degrado.

Klaus daviPartiamo da Klaus Davi: è un famoso giornalista, opinionista, sondaggista, pubblicitario e imprenditore italo-svizzero. Laureato in filosofia all’Università Statale di Milano, collabora dal 1991 con il Corriere della Sera nella pagina dedicata alla cultura. Impegnato attivamente nella comunità ebraica, è un noto volto televisivo e ha dedicato tutta la propria vita all’attività sociale e civile dalla parte dello Stato e delle leggi italiane. A dicembre 2014 ha iniziato per il suo format KlausCondicio un tour fra i centri condizionati dalle ‘ndrine da cui scaturiscono documentari su Fino Mornasco, Buccinasco e Trezzano, iniziando a lavorare anche sulla ‘Ndrangheta. A marzo 2015 ha intervistato il magistrato Giancarlo Giusti pochi giorni prima del suo suicidio a Palmi dopo la condanna in Cassazione per associazione mafiosa. L’impegno in Calabria contro la ‘ndrangheta di Klaus Davi è apprezzabile e dovrebbe inorgoglirci. Dovrebbe scuoterci. L’ultimo grande giornalista che ha rischiato la vita al Sud per combattere la criminalità organizzata era stato Maurizio Costanzo, scampato miracolosamente all’attentato di via Fauro del 1993.

davi-klausDopo le minacce dei giorni scorsi, tutti dovremmo stringerci e compattarci intorno a Klaus Davi. Invece molti commenti alla notizia delle minacce di morte sono sconfortanti: quasi quasi come se se la fosse andata a cercare. Ben 60 “Mi Piace” per chi accusa Klaus di essere un “parassita, l’ennesimo che lucra sulla Calabria. Nei libri scrivono solo stupidaggini,inventano morti e feriti,creano boss…La Calabria è ridotta così a causa dei media“. Insomma, la mafia non esiste, è tutta colpa dei giornali. E ancora, ben 15 “Mi Piace” per chi scrive “Volevi la notorietà???? Sbagliasti zona e cristiani“. Ecco perchè la mafia siamo noi.

Klaus DaviKlaus, facci un bel favore: evita. Evita di rischiare la vita per noi, a cui evidentemente la mafia ci sta bene. Evita di rischiare la vita per una popolazione che non lo merita. Evita di rischiare la vita perchè il problema della Calabria non sono i mafiosi in sè, che si potrebbero sconfiggere agevolmente, ma è la mentalità diffusa fatta di mafiosità e sottocultura che rappresenta l’humus della ‘ndrangheta e che è molto più difficile da estirpare perchè coinvolge tutta la società, non solo le cosche e i clan. Illuminante, in tal senso, un’intervista a StrettoWeb del prefetto Musolino che ha aperto gli occhi sull’area grigia. Ma gli occhi, quaggiù, non vuole aprirli proprio nessuno.
E allora, caro Klaus, evita di rischiare la tua vita perchè non lo meritiamo.

Reggio pic nicVeniamo al picnic di sabato mattina sul Lungomare. Un episodio che avrebbe dovuto far discutere molto sul degrado in cui versa la città, l’assenza di controlli, la totale anarchia imperante. Invece no. Si discute sul fatto se sia giusto o sbagliato (!!!). In tanti addirittura si schierano dalla parte dei forestieri in vacanza e quasi quasi promettono di emularli. Tra qualche giorno potremmo combinarci con la via Marina come Tre Aie. Anche qui risulta illuminante la lettura dei commenti all’articolo su facebook: 50 “Mi Piace” per chi scrive che “ne vorrei vedere di più di famiglie che si godono la propria città“. 11 “Mi Piace” per “Scusate gli immigrati fanno picnic ovunque e nessuno si ribella o scandalizza…quindi“. 3 “Mi Piace per “Le solite lamentele fatte dai soliti mamentosi!! Non ci trovo niente di I male, a mio avviso non stavano commettendo alcun tipo di reato, anzi vorrei vedere più famiglie godere del chilometro più bello d’Italia. Anche questa è Bellezza“.

area pic nicAdesso nessuno crede che il problema più grave di Reggio siano i vacanzieri che fanno il picnic sul Lungomare, ma certamente è un’immagine che rappresenta uno schiaffo per il decoro urbano. Ormai anche in montagna per i picnic esistono le aree appositamente attrezzate. Vedere tavolate in via Marina rappresenta il top del degrado di una città allo sbando, in cui le auto scorrazzano sull’isola pedonale del corso Garibaldi come se fossero padrone, parcheggiano in divieto di sosta intasando il centro storico, sfrecciano a 80km/h sul Lungomare e sulle strisce pedonali (ma poi se c’è un autovelox sulla SS106 dove il limite è 90km/h, inchiodano fino a 20km/h in superstrada!!!).
Provate a fare un picnic ai Fori Imperiali di Roma, a piazza Duomo a Milano, intorno al David di Michelangelo in Piazza Signoria a Firenze. Neanche nei paesini viene consentito bivaccare sulle aiuole pubbliche del centro storico. Ma a Reggio Calabria sì. A Reggio Calabria tutto è consentito. Anzi, “pure questa è la bellezza, è gente che si gode la propria città, vorremmo vederne di più di persone così“. Felici e contenti così: questa è Reggio Calabria nell’Anno del Signore 2016.

Perché che la ‘ndrangheta minacci un giornalista e che qualche incivile si piazzi con tavole, sedie, birre e lasagne sul Lungomare, ci può anche stare. Sta nelle brutte cose di questa terra.
Ma il vero problema è la mancata indignazione della città, anzi addirittura la parziale compiacenza della gente.

E’ questo il vero dramma.
E’ la mafia; siamo noi.