Elezioni Città Metropolitana, Maiolino (FI): “Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio”

Elezioni Città Metropolitana (6)“Sosteneva questo Oscar Wilde avvalorando l’idea che le parole, se mal dette, possono esclusivamente palesare idiozie e ritorcersi contro. Esordisco così, rimarcando l’importanza del silenzio e invitando i Consiglieri Regionali, Alessandro Nicolò e Francesco Cannizzaro, a rimanere nel silenzio assordante. Infatti, piuttosto che farsi un mea-culpa comprendendo bene il fallimento della strategia adottata, pongono, verosimilmente, l’attenzione su questioni che hanno poco a che fare con le elezioni per la Città Metropolitana di Reggio Calabria, azzardando una richiesta, (in qualità di…), di espulsione nei miei confronti e del collega Matalone, dal partito di Forza Italia. Vorrei che ci fosse chiarezza nelle mie scelte ecco perché ci tengo a sottolineare che, in sede di votazione, ho annullato, volutamente, la mia scheda elettorale, per mettere fine a una farsa, mossa da interessi e obiettivi prettamente personali, oscuranti un’elezione strutturata su tutto e niente, senza un programma o un progetto concreto. Dove sono finiti gli interessi reali per la Città Metropolitana? E perché sono venuti meno i valori di Forza Italia e degli altri schieramenti? Senza ipocrisia suppongo che la risposta alle domande si celi dietro i sistemi esclusivamente elettivi, dimenticando la vera mission della politica, non un mestiere ma un servizio per la collettività“, scrive in una nota il capogruppo di Forza Italia, Antonino Maiolino.Schiettamente sostengo -prosegue-  che appartiene alla peggior politica quella logica che mira all’accrescimento numerico tra le fila del partito, improntata su false promesse ai colleghi politici e conseguentemente all’elettorato; promettere la candidatura e il sostegno elettorale, alcuni mesi prima, al collega Matalone, con la finalità ultima di vederlo passare tra le file di Forza Italia, e tradirlo, subito dopo, con inciuci e accorducci, sopra e sotto il banco, raggiungendo lo scopo rafforzativo in ottica elettorale…..questo avrei dovuto sostenere? Porto avanti, magari, un’idea romantica della politica e forse anche dell’essere umano del quale, in questi casi, lo vedo privato di valori fondamentali quali lealtà e coerenza. Non vorrei peccare di presunzione ma stento a credere che sia stata messa in evidenza, con estrema sincerità, la verità alla Coordinatrice Santelli. Avrei dovuto votare un capolista, il Dott. Eduardo Lamberti Castronuovo, per il quale, pur nutrendo stima personale e professionale, politicamente è stato candidato a sindaco nella coalizione di centro-sinistra…ancora una volta ideali, coerenza e scelte politiche che con  il mondo politico, purtroppo, hanno poco a che fare. Ahimè -aggiunge- non credo che i colleghi di partito, pur condividendo il mio pensiero, per certi versi autolesionista, troveranno la determinazione e magari il coraggio di mettere a nudo la verità; personalmente il dovere di palesarla l’ho rintracciato in me stesso, nudo e crudo e, da sempre, senza peli sulla lingua. In questi giorni ho assistito a un vero e proprio fratricidio, a tatticismi e ostinazioni in favore di taluni candidati, Amministratori di altri Comuni; il falso progetto è stato costruito dai Consiglieri Nicolò e Cannizzaro fautori della lista di Cdx, un paradosso proprio da coloro che avrebbero dovuto rispettare, prima di tutto, i loro candidati; così non è stato e, nell’assurdità più totale, si spendevano, sponsorizzando qualcuno e tradendo qualcun altro, nonostante ci fossero, tra i candidati in corsa, ben tre dei miei colleghi di Forza Italia (D’Ascoli, Matalone e Dattola). Mostrando, ancora una volta, la parte oscura della politica, eclissante qualsiasi ideale e fortemente minante l’aspetto valoriale umano, ecco gli interessi personali, ecco i traguardi politici, davanti a tutto. Le suddette scelte hanno provocato, nella Città Metropolitana di Reggio Calabria, l’assenza di Forza Italia e affermo con coscienza di non essermi pentito di votar scheda nulla, sottraendomi a un gioco sleale al quale ne ora né mai mi inchinerò”, conclude.