Eataly, per il patron Oscar Marinetti il made in Italy resta nel Bel Paese ma guarda all’America

Il patron Eataly Oscar Marinetti spiega a Labitalia come e perché il made in Italy deve rimanere in Italia, anche in vista della nuova apertura a New York

farinetti_oscarInvestire in Italia paga di più che in ogni altro luogo del mondo perché è il paese con le più alte potenzialità ancora inespresse. Quindi, restare qui vuol dire andare bene. E poi in Italia puoi mettere insieme poesia e matematica, siamo il paese con il più grande patrimonio di biodiversità al mondo, i più bei paesaggi, l’enogastronomia più richiesta al mondo“. Parola di Oscar Farinetti, patron di Eataly, che con Labitalia parla del made in Italy che ‘resta’ nel nostro paese.
Nel settore agroalimentare, in particolare, per Farinetti, “bisogna investire in Italia” e uno dei modi per farlo è anche “trovare i prodotti straordinari fatti dagli italiani e portarli nel mondo, ed è quello che noi facciamo sempre di più ogni giorno“, conclude.
E’ un Eataly ultima generazione, diciamo 33.0 perché è il trentatreesimo. Ogni volta cambiamo: ogni Eataly vogliamo che abbia la sua personalità. E ora apriamo un Eataly nel World Trade Center, nella torre numero 4, lì dove è avvenuto uno dei fatti più terribili della storia contemporanea, diciamo l’inizio di tutta questa brutta storia che viviamo oggi: ed è per questo che, proprio lì, abbiamo deciso di parlare di pane“. Così Oscar Farinetti, patron di Eataly, illustra a Labitalia il nuovo store di New York che sarà presentato domani alla stampa americana e ai corrispondenti italiani, per aprire al pubblico il 16 agosto.
Protagonista del nuovo Eataly Downtown, a New York, dunque, sarà il pane: “Perché il pane – spiega Farinetti – è il cibo più diffuso in tutte le nazioni del mondo, il più semplice, piace a tutti, ed è il più conviviale. Vorremmo intorno al pane raccontare una storia: 52 tipi di pane di 52 nazioni del mondo e ogni giorno ne racconteremo uno in particolare”.
Una sorpresa sarà l’arrivo per la prima volta della piadina romagnola. “Ci avevano sempre sconsigliato di portarla negli Usa – confessa il patron di Eataly – perché, ci dicevano, lì sono abituati con i tacos messicani e potrebbe essere confusa. Ma noi cercheremo di raccontare anche questa, come abbiamo sempre fatto, attraverso la narrazione. E gli americani sono molto curiosi, molto seri, a loro piace vedere gli ingredienti e ascoltare, sono un po’ meno pressappochisti di noi, e quindi secondo me la capiranno alla grande“, conclude Farinetti. (ADNKRONOS)