Due libri a confronto nell’estate di Mistretta

copertina (10)Storie crude che necessitano di essere narrate. Sono quelle concepite con una passione senza eguali da Ismete Selmanaj, scrittrice di origini albanesi e siciliana di adozione – da venti anni residente a Rocca di Caprileone – che ha affidato i suoi “figli”, come spesso ama definirli, alla casa editrice Bonfirraro. Sotto questo segno, sono nati, nel giro di appena due anni, “Verginità Rapite” e “I bambini non hanno mai colpe”, due romanzi dal forte impatto emotivo, legati alla storia della sua terra, l’amata Albania, che non smette mai di ispirarla. «Ismete ci ha già emozionato un anno fa con il suo primo romanzo e adesso ci appassiona con “I bambini non hanno mai colpe”, già pubblicato da un anno in Albania, e in Italia per Bonfirraro editore: un thriller su argomenti scottanti come la pedofilia, la violenza familiare e le aberrazioni di un antico codice d’onore». Dice di lei Giusetta Cavolo, vice- presidentessa della sezione F.I.D.A.P.A. di Mistretta, che l’ha voluta fortemente al centro di una tavola rotonda letteraria. L’incontro con l’autrice è fissato per martedì 16 agosto alle ore 18. «La Selmanaj – continua l’architetto Cavolo – tratta temi scottanti con l’immediatezza e la sensibilità che le sono proprie. Le storie narrate portano il lettore a condividere la sofferenza materiale ed interiore delle vittime, ma offrono anche, e soprattutto, una soluzione alternativa e liberatoria, nella quale gli eventi sono già il superamento della loro presunta ineluttabilità».

“I bambini non hanno mai colpe”, cheIsmete analizza una delle piaghe più mostruose della società contemporanea, la pedofilia, è un’opera letteraria che affonda le sue radici sociologiche nell’Albania post comunista (dove si assiste ancora a un rigurgito di un antico codice comportamentale, il Kanun) ma che si erge a messaggio universale, perlustrando l’animo umano nei suoi recessi più oscuri, scoprendo risvolti inconfessabili, costringendo l’emersione di fatti delittuosi gravi e intollerabili. Oggi, come emerge dal racconto, tale crimine, una volta scambiato per pratica sessuale, rientra anche nella logica del “mercato globale” e dello sfruttamento dei poveri: tutto si può ottenere, se si paga adeguatamente. Pur se presenti alcune scene “crude”, e nonostante l’intrinseca sgradevolezza della tematica trattata, grazie al pudore e alla sensibilità dell’autrice prevale la delicatezza e il rispetto umano. “Verginità rapite” è, invece, un romanzo di formazione: con l’avanzare delle pagine si inizia ad intraprendere insieme alla protagonista un percorso che, subito, diviene dialogo intimo tra personaggio e lettore. Mira ci conduce negli angoli insondabili del suo cuore; ci svela i suoi segreti più scabrosi e i suoi desideri più nascosti. Assistiamo allo sconvolgimento della sua vita e non potendo fare a meno di definirla un’eroina. Una combattente moderna che, nella miseria e nella difficile situazione sociale e politica che la circonda, cerca di ricostruirsi una vita nuova.

L’autrice13334762_1761705640741869_3771482_o
Ismete Selmanaj è nata a Durazzo, in Albania. Nel 1991 si laurea all’Università di Tirana presso la Facoltà di Ingegneria Edile, ma la passione per la letteratura, che l’ha accompagnata sin da quando era bambina e che le ha fatto vincere medaglie e numerosi premi, non l’ha mai abbandonata. Vive sulla sua pelle la crisi politica albanese: nel 1992, infatti, decide di trasferirsi in Italia, risiedendo da allora in provincia di Messina. Con Bonfirraro lo scorso anno ha pubblicato il libro di successo Verginità Rapite che segna il suo esordio in lingua italiana, adottato dalla cattedra di “Cultura e Letteratura Albanese” presso l’Università di Palermo. I bambini non hanno mai colpe è il suo secondo romanzo.