Dati Istat, Confcommercio Reggio Calabria: “il Sud paga un prezzo troppo alto nonostante le potenzialità di cui dispone”

Reggio Calabria dall'altoNon è forse ancora tempo di bilanci per questa estate 2016. Eppure alcuni dati, su tutti quelli diffusi di recente dall’Istat, suggeriscono riflessioni approfondite per tutto ciò che concerne il sistema Italia.

La frenata del Pil, il mercato del lavoro in consolidamento e, non ultimo, il timido risveglio dei consumi, disegnano i contorni di una situazione “complessa e incerta“, per dirla con il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, che si districa “tra segnali alterni e contraddittori” che “riducono drasticamente le prospettive per l’anno in corso di una ripresa robusta e duratura”.

In questo quadro di incertezza, evidenzia Confcommercio Reggio Calabria, ancora una volta il Sud paga un prezzo troppo alto, nonostante le consuete ottime potenzialità di cui dispone, che si traducono in un mancato rilancio del turismo.

Tuttavia, la nostra città, da questo punto di vista, sta offrendo delle performance importanti, legate quasi esclusivamente alla presenza dei Bronzi di Riace all’interno del Museo Nazionale Archeologico di Piazza De Nava. Le lunghe code che hanno caratterizzato queste ultime settimane fanno ben sperare per l’immediato futuro, anche se rimane tassativo continuare ad investire per valorizzare le bellezze del territorio, che costituiscono in qualche modo l’unica ancora di salvezza per una economia asfittica, che solo il turismo può risollevare portando sviluppo ed occupazione.

Quello che manca adesso è il contorno. Quello che serve è anche un deciso rilancio del terziario, che contribuisce a livello nazionale per oltre il 60% al Pil e all’occupazione. Occorre ridare ossigeno alle piccole imprese, familiari e artigiane, attraverso interventi mirati. «Reggio è stremata con pesanti danni economici che giornalmente ricadono sui cittadini – ha affermato il Presidente di Confcommercio Reggio Calabria, Giovanni Santoro -. Molte aziende sono costrette a chiudere e chi resta deve scegliere tra pagare dipendenti o i quotidiani balzelli che puntualmente si ricevono. Il rilancio economico ma anche sociale della nostra comunità non può prescindere da un forte ridimensionamento del peso fiscale sulle attività commerciali».

Le opportunità e le prospettive d’altra parte non mancano. Basti pensare alla Città metropolitana, che dopo l’elezione del Consiglio metropolitano, deve accelerare per dare compiutamente avvio ad una nuova fase, storica e tanto agognata dai cittadini.