Dal 2 settembre la IV edizione del Sila Festival

locandina (57)Si parte venerdì 2 settembre. E lo si farà nella suggestiva location di San Pietro Magisano (CZ), che per quattro giorni diventerà un vero e proprio “Art Village”, contenitore di Storia, tradizione e cultura. E alla IV edizione del Festival internazionale di cinema eco ambientale, arte e tradizioni della terra di origine, ideata dal produttore italo-americano cav. Raffaele Alberto, non si fanno mancare proprio niente. La cultura la farà da padrone, nelle sue molteplici declinazioni. Le pellicole andranno a braccetto con i libri. E la storia lo insena pure: non pochi sono i casi di romanzi trasformati in film di successo. Ogni giorno, infatti, dal 2 al 5 di settembre, ci sarà uno spazio tutto dedicato ai libri, alla presentazione di un libro e incontro con l’autore.

Allora, iniziamo a sfogliare queste pagine. Giorno 2, prima dell’attesissimo intervento del magistrato Nicola Gratteri, verrà presentatoVittime e ribelli”.  Moderato da Matilde Serlini, presidente AIM, Associazione Ispanista Mantovana, il libro in questione (edito da Pellegrini Editore – collana mafie diretta da Antonio Nicaso) è di Umberto Ursetta. Il collaboratore della Commissione Parlamentare Antimafia della XV legislatura nella stesura della relazione sulla ’Ndrangheta, Umberto Ursetta, in questa sua ultima fatica ha spostato la sua attenzione sul ruolo cardine delle donne nella ’ndrangheta: donne la cui vita è stata spezzata nel fiore della gioventù e donne coraggiose; donne “rivoluzionarie”, quelle che “dicono no”, alla ricerca di libertà. «Non era mai accaduto – ha scritto Ursetta a chiusa del volume- che una donna vissuta in un ambiente di ’ndrangheta osasse rompere il silenzio e rivendicare il proprio diritto a parlare e a raccontare i crimini commessi dai componenti della sua famiglia. Quando si vede che in un’aula di tribunale ci sono tre donne ad accusare i famigliari di una delle cosche più potenti e pericolose della Calabria, …, vuol dire che qualcosa di importante è accaduto, non tanto per ciò che queste donne raccontano in merito ai delitti compiuti dai loro uomini, ma perché rompono un tabù secolare, quello delle donne di ’ndrangheta chiuse in un silenzio tombale e rassegnate fin dalla nascita a subire qualunque imposizione. La rottura del silenzio da parte delle donne fa paura agli uomini d’onore, ma ancor di più gli fa paura il rischio di un possibile contagio […]».

Giorno 3, invece, sarà la volta de “L’incontro di Erminio Amelio. A presentare il libro del magistrato originario di San Pietro Magisano sarà Teresa Garcea. Si tratta di un romanzo, come qualcuno lo ha definito, “sfasato”, ovvero «giocato su racconti e incontri generazionali che creano al suo interno un particolare movimento ondivago e sfasano, appunto, il romanzo nei suoi tempi e nei suoi spazi». Il tema proposto è quello dell’immigrazione di ieri e di oggi, vissuta nell’incontro fra due ragazzi e conosciuta attraverso il racconto generazionale di padri e nonni: «…tutti i padri – si legge nel libro- partono per lavorare, per guadagnare soldi, per farci stare meglio».

Il 4 settembre ci sarà Nino Melito Petrosino con il suoJoe Petrosino. L’incorruttibile”. Il pronipote di Joe Petrosino ricorda «il grande detective e il primo italiano che sfidò la mafia», per «far conoscere la sua vita, ripercorrendo la storia passata dei nostri emigranti e raccontare tramite una rivisitazione storica il fenomeno mafioso, che, già presente dal XIX secolo in Sicilia, era riuscito ad arrivare oltre Oceano, grazie al legame con la mafia americana e alle sue ramificazioni». Importante è «divulgare l’opera di Joe Petrosino, affinché il suo impegno non rimanga vano e possa contribuire, nell’attuale contesto, a sensibilizzare l’opinione pubblica e a combattere la criminalità organizzata».

Dalla lotta alla ’Ndrangheta alla lotta contro la malattia. Si concluderà, giorno 5, con “Lhena” di Olga Fotino (presentato dal prof. Pietro Scorza). Il primo romanzo della Fotino parla di malattia e di immigrazione. Lhena, la protagonista, è intrappolata in due problemi: «la malattia “bipolare” e il dilagare dell’eroina alla fine degli anni ’70, gli anni della contestazione giovanile». Ma aiutata dagli affetti familiari, dopo una lunga sofferenza, arriverà la rinascita, un raggio di speranza di vita futura.

Insomma “tanta carne al fuoco” e un motivo in più per non perdere gli appuntamenti del Sila Festival,  messo in piedi dal team del produttore di “Calibro 10” – Decalogo criminale (film che ha come protagonista Franco Nero, con scenografia di Claudio Cosentino, presentato nel febbraio del 2015, al TCL Ch6 Theaters di Hollywood): CLAUDIO COSENTINO; l’amministratrice di Pentone, con delega alla cultura e al turismo, e vicepresidente dell’Associazione culturale Sila Festival onlus GIUDITTA MATTACE; lo scenografo GIANCARLO BUDACE; l’operatore ANTONIO CEFALI’.