Confindustria Reggio Calabria, Cuzzocrea: “sempre agito nell’alveo della legalità”

confindustria reggio (2)“Nella relazione della commissione d’accesso al Comune di Reggio Calabria del 2012, l’impresa di cui sono socio viene citata per vicende che sono state chiarite da tempo e superate da successive certificazioni della Prefettura che hanno comprovato un fatto a tutti noto, e cioè il nostro operare nel pieno alveo della legalità. Il possesso dei requisiti di moralità dell’impresa AET S.r.l. e dei suoi soci (oltre al sottoscritto, l’ing. Antonino Martino) non è mai stato in discussione, e peraltro ha sempre trovato conferma in esito alle verifiche obbligatoriamente disposte dalle pubbliche amministrazioni, in occasione dell’aggiudicazione di ogni commessa”. Lo afferma il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, che prosegue: “Quelle vecchie vicende, come migliaia di altre citate nella relazione, alcune per la verità dimostratesi assai imprecise, oggi vengono brandite come una scimitarra dal Movimento 5 Stelle che si chiede come mai la A.E.T. Srl sia aggiudicataria  del parcheggio del nuovo palazzo di giustizia. È evidente che questa richiesta è un attacco politico nei confronti del Comune di Reggio Calabria nel quale vengo strumentalmente chiamato in causa. La risposta alla richiesta del M5S è banale (o almeno lo è per chiunque conosca l’abc del diritto amministrativo): abbiamo vinto un regolare appalto pubblico. Peraltro non si capisce bene a che titolo si chieda conto al Comune di Reggio Calabria visto che, per finalità di legalità e trasparenza (stiamo parlando del parcheggio di un Tribunale!) l’intera procedura è stata espletata dalla Stazione unica appaltante provinciale”. “La Suap – aggiunge Cuzzocrea – ha ovviamente verificato che fossimo nel pieno possesso dei requisiti di moralità e legalità necessari per l’affidamento dei lavori e, anche successivamente alla data della Relazione della Commissione d’accesso, la Prefettura ha confermato la correttezza dell’operato della AET S.r.l. nell’ambito peraltro del percorso legalitario e delle stringenti regole che ci siamo dati in Confindustria, che mi onoro di presiedere”. Riguardo all’interdittiva al consorzio Sant’Agata, al centro di un articolo pubblicato questa mattina dal quotidiano Gazzetta del Sud, Cuzzocrea precisa: “La società è stata posta in liquidazione dopo il completamento dell’opera che costituiva l’unico scopo del consorzio, il collaudo è avvenuto nell’aprile 2015 e subito dopo ognuno è andato per la sua strada. L’interdittiva è datata agosto 2015. E la consortile aveva cessato il suo oggetto sociale già dal 2014 prima del provvedimento della prefettura, che non ha riguardato la AET S.r.l., ma l’altra società del consorzio”. Cuzzocrea dice ancora: “È noto cosa io pensi dello strumento delle interdittive, su cui non intendo tornare per l’ennesima volta. Però trovo necessario precisare (sebbene l’articolo di Gazzetta si contraddistingua per la correttezza dei fatti rappresentati) che il provvedimento non riguarda me né l’impresa della mia famiglia.  Quanto agli accertamenti giudiziari che nella vita di molti cittadini e imprenditori capitano, dall’articolo di Gazzetta si evince chiaramente che si sono conclusi tutti con un ‘nulla di fatto’. Con buona pace dei parlamentari a 5 Stelle affetti da quello che Enrico Mentana definisce giacobinismo automatico e, aggiungo io, un po’ ipocrita alla luce delle recenti vicende romane”.