“Caridi deve andare in carcere”, la Giunta del Senato ha deciso: ora l’unica incognita è il voto in aula

La Giunta per le Immunità ha votato a favore della richiesta di arresto per il senatore Antonio Caridi

antonio caridiDopo circa due settimane di confusione la Giunta per le immunità del Senato alla fine dice “si” alla richiesta di arresto del senatore reggino Antonio Caridi, accusato dalla Procura di Reggio Calabria di essere al vertice della cupola di ‘ndrangheta con, tra gli altri, l’ex deputato del Psdi Paolo Romeo e l’ex sottosegretario in Regione Alberto Sarra.

La stasi di questi giorni può perdurare in aula al Senato: difatti non è certo che si voti prima dell’estate sul “caso” Caridi: il M5S è pronta a dare battaglia, in quanto vorrebbe incardinato il voto subito prima o dopo il ddl Editoria. Ma le incognite ed i pericoli non mancano: vedi il voto segreto dove i vari senatori possono decidere nel segreto più totale. Non è un’utopia che alla fine Caridi venga salvato, seppur la giunta ha optato per l’arresto, con il solito scambio di accuse tra Pd e grillini. Tra l’altro, già esplicitamente per il “no” al carcere sono il gruppo di Forza Italia e di Idea (oltre il senatore D’Ascoli che si è astenuto all’interno della giunta). A parte la confusione e l’ostruzionismo dei berlusconiani, l’ok all’arresto è arrivato in Giunta con 12 si e 7 no. Saranno momenti di dura tensione in Aula al Senato tra chi vuole accelerare i tempi del voto e chi vuole frenarli, tra chi vorrebbe l’arresto e chi vorrebbe salvare il senatore reggino. Sta di fatto che, da un lato, ricorrere all’immunità (in caso di voto contrario) sarebbe deleterio per l’opinione pubblica, dall’altro, come ripetono da più parti, “non si può mandare in carcere senza prove”. Insomma sarà una vera e propria guerra di nervi sperando che prevalga il buon senso.