Cambiamo Messina dal Basso parla chiaro: è necessaria trasparenza sulla gestione dell’AMAM

Dalla conferenza stampa di stamattina, Cambiamo Messina dal Basso ha esposto vari argomenti riguardanti la gestione poco trasparente dell’AMAM

cambiamomessinadalbasso2Nel corso della conferenza stampa tenutasi nella mattinata odierna abbiamo presentato agli operatori dell’informazione ed alla città il risultato di un lavoro collettivo di approfondimento sulla gestione dell’AMAM in questi ultimi anni. Tale lavoro, avviato in piena emergenza idrica, quasi un anno fa, ha coinvolto il movimento nel suo insieme e ha visto l’impegno corale di decine di attivisti. Abbiamo affrontato i nodi relativi ai vertici dell’AMAM – ed in particolar modo alla figura di Leonardo Termini – evidenziando, ferma restando la presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione, la necessità prettamente politica di dare seguito alle richieste di dimissioni avanzate dal Sindaco in seguito alle vicende giudiziarie che hanno visto protagonista lo stesso Termini e suggerendo l’utilizzo dei poteri di controllo analogo degli organismi di indirizzo politico che la legge riconosce in questi casi, inclusa la loro rimozione, ove ritenuto necessario (si veda la sentenza del Consiglio di Stato sez. V maggio 2002 n. 2418). Ancora, ci siamo soffermati sull’assoluta mancanza di trasparenza nel portale web dell’azienda, evidenziando l’impossibilità non solo per il cittadino comune, ma anche per gli “addetti ai lavori”, di essere informati sulla gestione dell’AMAM e di potere esercitare quel controllo democratico che dovrebbe essere alla base di qualsiasi esperienza di amministrazione pubblica. Non da ultimo, abbiamo reso noto quanto emerso dall’analisi della gestione di appalti e forniture nel periodo 2013-16. In particolare, abbiamo riscontrato:

- Il ricorso sistematico e quasi esclusivo (99% dei casi esaminati) alle procedure di affidamento in economia (amministrazione diretta e cottimo fiduciario), nella quasi totalità attraverso determine dirigenziali.

- Il ricorso sistematico a procedure di “somma urgenza” anche per lavori o acquisti che potrebbero rientrare nella manutenzione ordinaria (v. art. 125 codice degli appalti e nuovo art. 217 D.Lgs. 50/2016). Nello specifico, emerge come vi siano decine e decine di attività affidate con questa modalità di anno in anno ma che rientrerebbero, in realtà, nell’ordinaria amministrazione (ad es. la fornitura di ipocrlorito di sodio per la potabilizzazione delle acque, il trasporto e smaltimento fanghi, la manutenzione ordinaria delle infrastrutture, la pulizia dei locali ecc.).

- Mancanza di giustificazione negli appalti in affidamento in economia (come previsto dalla legge e chiarito dalla FAQ 2 dell’ANAC sull’Acquisizione in economia lavori, beni e servizi): “Il ricorso a questo tipo di procedura deve essere opportunamente motivato. La mancata motivazione, pertanto, costituisce una ingiustificata sottrazione di questi affidamenti alle ordinarie procedure concorsuali (Deliberazione Avcp n. 4/2009). Il ricorso al cottimo fiduciario deve essere preceduto dalla determina o decreto a contrattare di cui all’art. 11 del decreto legislativo n. 163/2006 e successive modificazioni”.

- Affidamento per più annualità consecutive di appalti con medesimo oggetto alla medesima ditta, con procedura di affidamento in economia. – Assenza di trasparenza negli affidamenti, con mancata pubblicazione sul sito di tutti quelli precedenti al 2016 (obbligo di pubblicazione di cui al D.Lgs. n. 33/2013).

Tutti questi elementi sono confluiti in un dossier che abbiamo portato all’attenzione del Sindaco, il quale, preso atto della serietà delle informazioni contenute, ha ritenuto opportuno trasmetterlo alla Procura della Repubblica. Sarà la magistratura, pertanto, ad accertare eventuali illeciti e responsabilità sui fatti di cui sopra. A noi in questa sede non interessa lanciare accuse generiche, generare processi mediatici o sostituirci agli organi preposti a tale scopo. Non intendiamo pertanto puntare il dito contro questa o quella ditta assegnataria, bensì avanzare delle considerazioni prettamente politiche su come tutti gli elementi emersi denotino una gestione dell’AMAM che non ci può lasciare soddisfatti e su come si renda necessaria un’operazione trasparenza e verità, che porti il cittadino ad essere controllore reale di ciò che accade, così come venne fatto da Alessio Ciacci durante la sua gestione commissariale di Messinambiente.

Serve un cambio di rotta e serve adesso.