Calabria, Rapani (Fdi): “Regione non tutela il patrimonio culturale”

germaneto cittadella regione calabria“E venne il giorno del Ringraziamento! Una pioggia di ringraziamenti! Cinquemilioniottocentoquarantamila euro di finanziamenti distribuiti dalla Regione Calabria, con manovre incomprensibili, a una settantina di eventi detti culturali su buona parte del territorio. Non manca nulla: dal teatro alla musica, fino alle feste del libro e alle sagre paesane, il tutto in odor di antimafia. Con un aumento, in corso d’opera, di ben duemilioni di euro, rispetto ai quasi quattromilioni iniziali. “Panem et Circensens,” dicevano i Padri Latini. In Calabria, il panem manca. Ma in quanto a giochi circensi estivi non ci facciamo mancare nulla. Del resto, come si ringraziano i grandi elettori, se non rallegrandone i territori? A farne le spese, in ogni caso, restano i veri luoghi dell’Arte e della Cultura. A Monasterace, per esempio, il Tempio di Kaulon continua a rischiare il crollo a mare e sulle spiagge si possono pescare reperti archeologici abbandonati; a Bova Marina, i resti delle più antiche sinagoghe ebraiche d’Europa languono sotto i pilastri della 106; la grandiosa Piana di Sibari (che va dagli Scavi Archeologici, al Castello di Corigliano, al Codex Purpureus, agli Scavi di Castiglione di Paludi,) somiglia ad una landa desolata; i luoghi della Fede, Santuari, Certose, Conventi Basiliani, non vengono nemmeno menzionati a dovere nelle guide ufficiali; i musei restano chiusi alle visite dei pochi turisti… Ma, del resto, basta che ci sia “#upeperoncinu” che fa tanto Calabbbria…”, scrive in una nota Ernesto Rapani, Coordinatore regionale Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. “Il Coordinamento Regionale di Fratelli d’Italia-AN – prosegue Rapani- mette la sordina alle trombe del Palazzo e stigmatizza la decisione della Giunta Oliverio di destinare quasi seimilioni di euro per finanziare un ristretto numero di eventi estivi, sparsi nelle cinque provincie, dimenticando lo stato reale dell’enorme patrimonio culturale e artistico della Calabria. L’uso del denaro pubblico dovrebbe conoscere più nobili parsimonie e più specifici impieghi, che consentano, sì, di creare possibilità di lavoro, ma continuo nel tempo e sicuro. Lo sfarzo delle luminarie dura una notte, il recupero di un mosaico, l’eternità. Insomma non si possono sperperare in piazza i soldi destinati alla valorizzazione del patrimonio culturale che se debitamente tenuto in considerazione dovrebbe rappresentare la valorizzazione della vera industria naturale “Il Turismo” con il quale creare posti di lavoro e sviluppo economico”, conclude Rapani.