Borsa di Studio per i figli del Carabiniere Silvio Mirarchi

Silvio MirarchiMorto a 53 anni il 31 maggio 2016 durante il servizio di controllo del territorio, il Carabiniere ha lasciato la moglie e due figli in età scolare. L’iniziativa è proposta da ilcarrettinodelleidde.com in stretta collaborazione con l’Opera Religiosa “Mons. Giocchino di Leo” ed è diretta da Don Francesco Fiorino della Diocesi di Marsala. L’iniziativa prende il via con la creazione della presente pagina FB, dove chi desidera partecipare e contribuire alla raccolta solidale può rivolgersi direttamente a don Francesco Fiorino (tel. 393.9114018 – francesco.std@gmail.com) o semplicemente effettuare un bonifico bancario intestato a: Opera di religione “Mons. Gioacchino Di Leo” – IBAN: IT19O0895281880000000153659 – causale: Borsa di studio Maresciallo Mirarchi – ilcarrettinodelleidee. Ogni persona e famiglia, un ente privato o pubblico, una Azienda e un esercizio commerciale, riceveranno una ricevuta della loro donazione. Alla famiglia verrà inoltre consegnata un elenco dettagliato di tutte le donazioni (l’eventuale anonimato dovrà essere indicato nella causale del versamento). La proposta d’istituire le borse di studio in memoria del Carabiniere Silvio Mirarchi ha trovato il plauso dell’Arma dei Carabinieri e della Lega Navale di Messina che hanno riscontrato l’alto scopo solidale nel sostegno e aiuto a completare gli studi formativi dei giovani figli del militare ucciso e il benestare della vedova Sig.ra Pizzo Antonella.  La raccolta fondi per la borsa di studio si concluderà a Messina con uno spettacolo di teatro solidale portato in scena dal gruppo teatrale “I Normanni di Tremestieri con il gruppo Tremestieri Teatro” e la serata sarà preceduta dall’intervento dell’Avv. Silvana Paratore conosciuta da tempo per il suo impegno nel sociale. Lo spettacolo in programma, in dialetto siciliano, che inizierà alle 21:00 del 28 Agosto presso il teatro della Lega Navale di Messina in via Consolare Pompea 244- Pace, è la divertentissima commedia “Stu Matrimoniu non s’ava a fari”