Arresto Caridi, il senatore reggino: “sono innocente, mai fatto patti con la ‘ndrangheta. Difenderò la mia vita con tutte le mie forze”

Arresto Caridi, il senatore: “io sono innocente e non ho mai svenduto il mio ruolo di parlamentare”

caridiArresto Caridi- Quella contro di me e’ “un’accusa sconvolgente e ingiusta”.Io sono innocente e non ho mai svenduto il mio ruolo di parlamentare”, “ne’ ho mai stipulato patti con la criminalita’ organizzata”. Il senatore di Gal Antonio Stefano Caridi si difende cosi’, nell’Aula di Palazzo Madama, da tutte le accuse che gli sono state mosse dai magistrati di Reggio Calabria che ora chiedono il suo arresto perche’ lo considerano al vertice di una Cupola segreta di ‘Ndrangheta. “E’ vero, questo non e’ il luogo dove fare il processo ma questo e’ il luogo dove si puo’ perpetuare un’ingiustizia, a un cittadino e a un parlamentare. Sono sicuro che la mia innocenza verra’ riconosciuta in sede giudiziaria e affido alla vostra coscienza di parlamentari l’integrita’ di quest’organo parlamentare prima che della mia libertà”. “Da due settimane vivo l’incubo di chi guarda la sua vita nelle carte delle indagini, di non riconoscere la mia vita di professionista stimato. Nella mia terra quando si fa politica si sta tra la gente e’ sempre in agguato l’allusione, la millanteria interessata”, spiega Caridi confutando l’accusa di essere al vertice di una Cupola segreta della ‘Ndrangheta. “Tentero’ di difendermi con tutte le mie forze nel corso del processo, da un’accusa senza fatti e ‘per sentito dire’, come testualmente riferisce il pentito Moio”, aggiunge. ”Mi si accusa di aver fatto parte di una sorta di componente apicale e segreta della ‘ndrangheta, pur senza indicare un fatto, uno, che dimostrerebbe questa infamante accusa. In quasi venti anni di indagini i fatti dimostrativi del ruolo che mi viene addebitato, cosi’ fondamentale, sarebbero infatti l’ assunzione di sei persone in una societa’ controllata dal Comune, ovvero la circostanza, narrata ma non dimostrata in alcun modo, secondo la quale avrei assicurato le cure di un medico – non io ma una persona diversa da me – ad un latitante.

Mi si accusa di aver avuto da senatore caridisempre l’appoggio elettorale delle cosche, eppure si dimenticano quelle tornate elettorali, nel 2000 e nel 2005, in cui non sono neppure riuscito ad essere eletto ovvero ho raccolto un numero di voti inferiore a quello di altri candidati proprio nei paesi in cui, storicamente, le famiglie di ‘ndrangheta hanno un ruolo dominante. Che logica c’e’ in questo? Come e’ possibile comandare le cosche, influire sulle elezioni e poi perderle?”, afferma in Aula il senatore calabrese. “Mi si accusa di aver fatto parte, addirittura, stabilmente della cosca De Stefano Tegano per il tramite di una persona, Chirico, con il quale i rapporti sono interrotti da oltre 12 anni. Mi si accusa, specificamente, di aver concordato con la “cosca Pelle” l’appoggio elettorale, per un incontro che sarebbe durato, secondo gli inquirenti, 180 secondi, ma si cancellano gli esiti di altri processi che hanno verificato che a San Luca, il paese di quella famiglia, ho preso meno voti di tutti gli altri candidati. Si dimentica che in casa di uno degli esponenti di vertice di quella famiglia una microspia ha registrato per un periodo di tempo lunghissimo tutte le conversazioni con persone che per questo sono state processate, e condannate, ma mai la mia presenza, la mia voce. Si dimentica che su tutte le tornate elettorali che si sono svolte in Calabria negli ultimi anni sono state effettuate indagini e celebrati processi, scandagliando tutte le pieghe piu’ recondite dei rapporti tra il potere politico e gli ambienti criminali senza mai trovare alcunche’ di serio da contestarmi”, conclude Caridi.