What Women Want audita come stakeholder per il bilancio sociale e di genere della Regione Calabria

regione calabriaII 26 luglio scorso, l’Associazione What Women Want è stata convocata come stakeholder qualificato alla prima delle audizioni indette dalla Regione per la redazione del primo “Bilancio sociale e di genere” della Calabria: occasione davvero stimolante per diventare protagoniste di un processo informativo e formativo che sposa le specificità di WWW e le esperienze sinora svolte nella lotta alla discriminazione di genere e alla promozione delle pari opportunità. In rappresentanza di WWW c’era Loredana Lo Faro, componente del direttivo regionale, che ha incentrato il proprio intervento su due direttrici principali: in primo luogo, pur plaudendo all’iniziativa della Regione, che colma un ritardo di otto anni dalla l.r. 15/2008 che introduceva la rendicontazione sociale con il Bilancio di Genere e il Bilancio Generazionale (l’istituzione del gruppo di lavoro e la conseguente attuazione sono state deliberate dalla Giunta solo alla fine dello scorso anno), ha evidenziato lo strabismo tra atti precettivi di pregio, che impongono l’adozione di strumenti amministrativi e contabili che presuppongono il gender mainstreaming, e l’accantonamento della loro attuazione, così svuotando di significato la stessa attività normativa, con confusione nella percezione pubblica dell’azione amministrativa, che risulta debole e soprattutto immobile nella trattazione delle tematiche legate al genere, con scarsa capacità dell’Amministrazione regionale a dimostrare all’esterno le strategie e gli obiettivi perseguiti e sottovalutazione dei risultati raggiunti, anche con riguardo alla tutela di genere. Si è sottolineata, inoltre, l’importanza della Regione quale ente di raccordo nella pianificazione e programmazione delle azioni, in considerazione della qualità di percettore mediato dei finanziamenti nazionali e comunitari rispetto ai percettori finali, con rafforzamento del ruolo di controllo nell’erogazione e nella rendicontazione. La rendicontazione, proprio ai fini della introduzione del Bilancio di genere, assume un ruolo cruciale di verifica dell’efficacia degli interventi e di propulsione e modifica delle azioni amministrative: in una parola, impone all’ente una piena responsabilità sia nella fase di programmazione, sia di rendicontazione. In un’ottica di collaborazione, si è suggerito di rafforzare le azioni di contrasto alla discriminazione e alla violenza tramite adeguati finanziamenti ai Centri Antiviolenza, promuovere l’impiego e l’autosufficienza professionale ed economica delle donne (corsi di formazione, voucher, conciliazione vita/lavoro, etc…), predisporre corsi di formazione nelle scuole per l’eradicazione della discriminazione e favorire la prevenzione e la cura sotto il profilo sanitario delle donne, convinte come siamo che la formazione, il lavoro, la salute siano i settori dove gli interventi possono portare impatti positivi e risultati migliorativi della condizione delle donne e della società tutta. Sotto il profilo metodologico, WWW ha invitato la Regione a predisporre il Bilancio di Genere dopo l’analisi dell’attuale consuntivo, al fine di evidenziarne i contenuti e addivenire alla necessaria reinterpretazione dei bisogni in chiave di genere e rimodulare sia la programmazione a monte che la rendicontazione a valle, offrendo il più ampio ausilio e supporto per lo svolgimento di efficaci e puntuali analisi di contesto, la costruzione di indicatori specifici e la creazione di banche dati appropriate. L’incontro si è concluso con l’adozione dei suggerimenti proposti da WWW e l’impegno dell’amministrazione a trasformare l’incontro in un tavolo di consultazione permanente sino alla pubblicazione del Bilancio di Genere.