Successo al Teatro Primo di Villa San Giovanni per l’ultima replica di “Scene con fermate, Dialoghi all’indomani dell’oggi nell’impossibilità di essere ancora ieri”

13695033_10154899382559918_344968136_nSabato 16 luglio al Teatro Primo di Villa San Giovanni è stata portata in scena  l’ultima replica di Scene con fermate, Dialoghi all’indomani dell’oggi nell’impossibilità di essere ancora ieri. L’esilarante pièce teatrale scritta da Domenico Loddo, con la regia di Christian Maria Parisi, si snoda attraverso una regressione cronologica, in cui si intrecciano soggetti storici appartenenti ad epoche ed ideologie diverse, restituiti al pubblico con sapiente ironia. Una macchina del tempo che pone lo spettatore davanti incontri insoliti tra personaggi del passato, le cui considerazioni tra serio e faceto, tra sacro e profano, tra scienza e religione, inducono a riflettere sulle inquietudini dell’uomo moderno. Ecco dunque, Darwin che in modo provocatorio e originalissimo tenta di cancellare l’evoluzione della specie perché rifiutato in paradiso da Dio, Giordano Bruno che con un humor raffinato, approfondisce la sua dimensione filosofica straordinaria, attraverso l’interazione con Giovanna D’arco mentre entrambi si accingono ad accendere il “fuoco”, che dire, poi, dell’incontro tra Socrate e Gesù in cui dissertazioni terrene e divine si intersecano in chiave attuale? Nella galleria di personaggi non mancano le protagoniste femminili, ritroviamo Giulietta Capuleti e Lucia Mondella che, unite da una pulsione omossessuale, rifuggono da figure maschili edulcorate, ormai  poco adeguate all’epoca moderna, ed ancora la casalinga disperata che, persa ogni speranza di poter dare una svolta ad una vita fatta di miseria e sacrifici, a seguito del fugace incontro con  la regina Maria Antonietta, emblema di opulenza e frivolezza,  decide di sostituire al patibolo la monarca francese. La pièce sembra richiamare Le interviste impossibili, programma radiofonico, in onda dal 1973 al 1975, in cui uomini di cultura contemporanei fingono di trovarsi a intervistare persone appartenenti a un’altra epoca, impossibili da incontrare nella realtà. In Scene con fermate, così come ne Le interviste impossibili non emerge tanto la storia del personaggio quanto la sua personalità, ed anche l’autore del testo teatrale ricorre strategicamente ad espedienti linguistici diversi per esprimere al meglio lo spirito dei personaggi.

Eccellente il cast degli attori che, oltre a dimostrare con estrema evidenza, soluzioni tese a conferire ai personaggi una maggiore potenza suggestiva, stabiliscono un’intesa immediata e sorprendente con lo spettatore. Gli intermezzi musicali, che rappresentano il filo conduttore di tutta l’opera, sono strutturati con un’enfasi progressiva.

Insomma da sempre abbiamo bisogno di guardarci indietro e interrogare il nostro passato: attraverso questi superbi intermediari, dal piglio decisamente ironico, che si pongono tra noi e dimensioni lontane, altrimenti irraggiungibili, i grandi temi della vita – come la scienza, la fede, l’esistenza di Dio e l’amore – assumono una nuova ed originale prospettiva

Uno spettacolo da non perdere.

Terry Malara