Ritardo nell’approvazione del QTRP alla Regione: il sollecito di Legambiente Calabria

Aldo Perrotta, componente del comitato tecnico scientifico di Legambiente Calabria e del Circolo tematico “Città invisibili”, ha inviato una nota sulla necessità di approvare con urgenza il QTRP, quadro territoriale regionale paesaggistico

legambientecalabriaIl ritardo della Regione Calabria rispetto all’approvazione definitiva del QTRP, quadro territoriale regionale paesaggistico, non è una questione di poco conto. A breve, se non interverrà l’approvazione in extremis, il QTRP decadrà e con esso le misure di salvaguardia. E’ importante spendere un po’ di tempo per spiegare ai non addetti ai lavori di che cosa si tratta e ai Calabresi chiarire in quale direzione si va lasciando spirare il documento in questione.
Siamo tutti a conoscenza degli ultimi avvenimenti che riguardano la legge urbanistica della Regione Calabria: la legge di modifica n.40 dello scorso dicembre è stata bloccata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri fondamentalmente perchè scavalcava le competenze del Ministero per i Beni Culturali in materia di salvaguardia del paesaggio e dei Beni culturali e perchè non rispettava appieno la normativa europea sulla tutela ambientale garantita dalle procedure di valutazione e di impatto ambientale. Osservazioni entrambe discendenti dalla normativa vigente, ma rese ancora più opportune dai sempre più frequenti disastri ambientali e paesaggistici in un territorio sempre più fragile e sempre più privo di identità storico-culturale.
Il QTRP, nella gerarchia della pianificazione, trova il corrispondente nelle diverse leggi regionali italiane e nel nostro caso ha alcune funzioni molto importanti in questa particolare contingenza.
E’ il risultato di una stretta collaborazione con il Ministero per i beni Culturali che attraverso le Soprintendenze ha fatto confluire nel documento (Atlante degli Ambiti paesaggistici territoriali) i risultati di un attento lavoro di ricerca condotto sulle invarianti di paesaggio di tutto il territorio italiano e che costituisce la base per i futuri Piani Paesaggistici. E’ opportuno sottolineare che i Piani Paesaggistici sono l’unico strumento di pianificazione che può sostituire il sistema delle autorizzazioni paesaggistiche accorciando i tempi per ottenere permessi di costruzione, concessioni ed ogni altro titolo autorizzativo in zona soggetta a vincolo paesaggistico, nella garanzia del rispetto del vincolo stesso. In definitiva il lavoro di copianificazione svolto tra Regione e Ministero è perfettamente in linea con le osservazioni alla legge urbanistica n. 40.
Insieme agli aspetti paesaggistici nel QTRP viene presa in considerazione la pianificazione delle zone agricole. In questo caso c’è l’attenzione alla tutela degli ambienti rurali che ha una doppia funzione. Innanzitutto quella di porre un freno al consumo di suolo agricolo e all’impermeabilizzazione del territorio conseguente all’espansione incontrollata dell’ambiente urbano, salvaguardando così l’equilibrio idrogeologico territoriale. C’è poi la tutela del paesaggio rurale (per la prima volta come principio è stata sancita nella legge regionale sull’attività degli agriturismi) che assieme ai centri storici costituisce l’unico patrimonio identitario della nostra regione.
Ciò che resta della Calabria dopo il dilagare, dagli anni ’70 in poi, di quell’unica colata di cemento che ha compromesso la bellezza dell’Italia intera e la memoria delle nostre radici storiche. Il Tomo quarto del QTRP, con le sue disposizioni normative, ponendo alcuni vincoli di inedificabilità, come ad esempio nei residui tratti del litorale costiero oppure lungo i fiumi, può essere di aiuto alla salvaguardia del territorio e limitare i danni dell’ennesima proroga dei tanto deprecati Piani regolatori comunali basati su di una dissennata ipotesi di crescita illimitata e di espansione edilizia sovrastimata. In un clima generale di totale paralisi della pianificazione a scala comunale, è lecito chiedersi come mai invece di portare a definitiva approvazione il QTRP si decida di accelerare l’iter della legge n.40 del 2015, legge quest’ultima di modifica alla legge quadro regionale, che ha come effetto l’ annullamento del principio di governo del territorio e l’adesione alla Convenzione europea del Paesaggio, per ritornare ai vecchi Piani regolatori comunali che ci hanno regalato il disastro ecologico, ambientale paesaggistico ed economico che è sotto gli occhi di tutti.
A questo proposito dobbiamo osservare che in questi 15 anni di mancata applicazione della legge di governo del territorio, l’incapacità di gestire il processo di urbanizzazione non ha portato ad una paralisi delle trasformazioni territoriali. Abbiamo assistito invece, oltre all’abusivismo più incontrollato (peraltro concentrato in alcune zone) ad un’accelerazione di consumo e spreco di suolo, finalizzati esclusivamente alla speculazione edilizia prima, alla speculazione finanziaria dopo. Non resta dunque che orientarsi, con molta umiltà, verso una pianificazione che, a scala regionale, si faccia carico dei problemi più gravi del territorio (paesaggio, dissesti, ambienti rurali, …) e di controllare gli sprechi e l’insensato consumo delle risorse.
Il sociologo Giovanni Semi rileva che, a scala planetaria, il progressivo svuotamento dello strumento di Piano a favore delle continue deroghe che incentivano il “pianificar facendo” ha aperto la strada alla cosiddetta gentrification, frutto di operazioni immobiliari che sfruttando città e territorio come beni di consumo effettuano azioni distruttive dal punto di vista estetico, formale ed infine mettono in crisi il tessuto sociale ed umano.
Il QTRP può essere in questo momento una risorsa da utilizzare per costruire nuovi scenari, osservando il territorio da un punto di vista diverso da quello corrente della speculazione edilizia. E’ per questo motivo che chiediamo ai nostri Amministratori un’approvazione veloce del QTRP.