Rinvenuto nel reggino un piccolo arsenale di armi clandestine, circa 60 kg di marjuana e più di 90 piante di canapa indiana [FOTO e DETTAGLI]

drogaContinuano i servizi di controllo straordinario del territorio disposti dal Comando Gruppo Carabinieri di Locri, finalizzati alla repressione dei reati attinenti le armi e gli stupefacenti. Numerose pattuglie dell’Arma hanno eseguito controlli a tappeto nella giurisdizione effettuando anche perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di pregiudicati alcuni dei quali inseriti nelle locali cosche di ‘ndrangheta. Nello specifico, il consuntivo dell’attività svolta in punti nevralgici della Locride in delicate fasce orarie oggetto dell’incremento degli episodi criminali anche secondo un attento monitoraggio georeferenziale, ha visto il controllo di numerose persone e veicoli, nonché l’effettuazione di diversi posti di blocco e di controllo. In tale ambito, i Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica, grazie anche al supporto di personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno rinvenuto un piccolo arsenale di armi clandestine, circa 60 kg di marijuana essiccata, oltre 90 piante di canapa indiana.

droga 2In particolare, alle prime luci della mattinata di ieri, i Carabinieri hanno scoperto, in un terreno sito nel comune di Martone, la cui proprietà è in corso di accertamento,  un deposito contenente circa 60 kg di sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, già essiccata, occultata all’interno di sacchi neri, tre fucili – tutti con matricola abrasa – e circa 100 cartucce di vario calibro nonché una pistola oggetto di furto avvenuto nel 2013 a Fontanellato (PR). In un successivo rastrellamento a Gioiosa Jonica Carabinieri hanno rinvenuto oltre 90 piante di canapa indiana del tipo “olandese”, di altezza variabile tra i 20 e i 50 cm, occultate all’interno di un’abitazione in disuso, e irrigate attraverso un tubo in pvc lungo circa 5 mt collegato alla rete idrica comunale. Sono in corso ulteriori accertamenti per risalire all’identità dei detentori delle armi sequestrate. Lo stupefacente, previa campionatura per i successivi accertamenti presso il RIS di Messina, è stato distrutto in loco.