Ridotte le corse ferroviarie nel reggino: la protesta del sindaco di Motta S.G.

Il sindaco di Motta San Giovanni: “mobilità negata: ridotte le corse ferroviarie, il versante jonico reggino paga ancora una volta un prezzo alto”

treno (3)“Il versante del basso Jonio reggino ancora una volta penalizzato: basta confrontare gli orari estivi dei treni regionali lungo le tratte e particolarmente quella Motta San Giovanni – Lazzaro – Reggio Calabria e viceversa, da 28 a 13 corse giornaliere, per comprendere le ricadute negative sia sulla vita dei pendolari sia sui flussi turistici proprio nel periodo estivo.”. Il Sindaco di Motta Paolo Laganà, in stretto contatto con il Direttore Trasporto Regionale Dr Piero Mannarino, ha chiesto di ristabilire le corse sciaguratamente tagliate, sembrerebbe su indicazione della Regione Calabria che, evidentemente, sull’onda del generale e giustificato malcontento, ha ripensato gran parte della programmazione recentemente operata per i trasporti regionali”, scrive in una nota il sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà. “La direzione regionale di RFI – prosegue- condividendo le richieste del Comune, si è dichiarata fiduciosa che da qui a breve ulteriori corse consentiranno di soddisfare, anche se in parte, la domanda di mobilità. Ribadiamo, tuttavia, anche in questa sede, che è assolutamente necessario un potenziamento dei treni sulla linea Jonica ed in particolare sulla tratta Lazzaro-Reggio Calabria dove è il caso di ricordare che ingenti risorse pubbliche sono state spese per ammodernare le vecchie linee ferroviarie e che, se certamente sono serviti per pagare profumati espropri di dubbia utilità, non sono invece serviti per garantire una domanda di mobilità rilegata agli anni sessanta. La richiesta alla direzione regionale RFI e alla Regione Calabria – aggiunge- è di potenziare il servizio principalmente sulle linee pendolari, senza dimenticare di ammodernare i vecchi convogli, caratterizzanti da un numero insufficiente di carrozze. E mentre segnaliamo alla pubblica opinione quanto sta accadendo, ci interroghiamo sui motivi che hanno fin qui operato scelte diverse rispetto a quanto pattuito tra i Comuni interessati e RFI tanto nella fase di programmazione quanto in quella di costruzione delle c.d. fermate metropolitane di superficie. Che fine hanno fatto le risorse assegnate per realizzare le fermate di Riace Capo, S.Elia di Lazzaro e Bocale secondo? Perché a distanza di anni RFI non avvia i cantiere delle opere di metropolitana di superficie del collegamento Melito di Porto Salvo-Reggio Calabria-Rosarno, certamente vantaggioso per i pendolari e diminuire i disagi? Il territorio del versante Jonico reggino non può continuare a pagare prezzi insopportabili, logica conseguenza di incomprensibili scelte operate a tavolino da funzionari regionali lontani anni luce dai bisogni della gente e le cui ricadute negative sono sotto gli occhi di tutti e soprattutto di chi, per ragioni di lavoro, di vacanza e di altro si vede negato un sacrosanto diritto. Forse è arrivato il momento, dopo una prima fase dell’esecutivo regionale di “tecnici al servizio della Calabria”, di riportare scelte e responsabilità in capo alla politica che, sebbene selezionata con gli arcinoti limiti caratterizzanti le elezioni in Calabria, certamente ci mette la faccia, sentendo talvolta anche l’esigenza di confrontarsi con i territori dove quelle scelte impattano e come in questo caso in maniera negativa”, conclude.