Reggio Calabria, Tripodi (PCI): “Falcomatà rasenta il ridicolo”

Reggio Calabria, Ivan Tripodi si scaglia contro l’amministrazione Falcomatà: “sono ridicoli”

palazzo san giorgio“In questi giorni, il deludente sindaco di Reggio Falcomatà, rasentando il senso del ridicolo e il pubblico scorno, si contraddistingue per la “narrazione”, tipicamente renziana, di una città inesistente e totalmente fuori dalla concreta e tragica realtà che, quotidianamente, i reggini sono costretti a vivere. Si straparla in merito all’approvazione del bilancio preventivo del comune come se in questo atto amministrativo, dovuto e doveroso per tutte (nessuna esclusa) le amministrazioni comunali, ci fosse la panacea di tutti i mali e la risoluzione dei problemi della città. Purtroppo, come i reggini sanno benissimo, non è affatto così. Infatti, il vero bilancio che Reggio sta vivendo è il tragico consuntivo che, ormai con estrema serenità e razionalità, si può trarre dopo due anni di fallimentare amministrazione Falcomatà. Senza fare voli pindarici o dotte analisi politico-amministrative l’unanime pensiero dei reggini sulla giunta comunale è assolutamente tranciante e, giustamente, non lascia più spazio ad alcuna attenuante”, scrive in una nota Ivan Tripodi del coordinamento regionale del PCI. “La città – prosegue- è in mano ad un gruppetto di sprovveduti e inadeguati amministratori che, ogni giorno di più, dimostrano palese inidoneità coniugata ad una odiosa arroganza che, come da manuale, tenta puerilmente di coprire le macroscopiche incapacità gestionali. Proprio in questi giorni due sono gli argomenti che attanagliano i reggini e che rappresentano il paradigma del fallimento di Falcomatà e della sua giunta di amici: la pesantissima batosta della Tari che sta arrivando sulla testa e sulle tasche dei reggini e la gravissima emergenza idrica, forse la peggiore di sempre, che sta colpendo quartieri e rioni centrali e periferici. In queste ore – ribadisce- le case dei reggini sono letteralmente inondate di bollette della Tari caratterizzate da vergognosi e inaccettabili importi stratosferici che stanno creando sconcerto e indignazione e che rappresentano un inaccettabile massacro sociale delle famiglie reggine. Dopo avere ascoltato slogan di ogni tipo i reggini si attendevano concreti segnali relativi ad una sensibile diminuzione delle tasse e dei tributi locali, ma i fatti concreti, al di là di chiacchiere e promesse, consegnano una realtà drammatica caratterizzata da tasse pesantissime che, tenuto conto della terribile crisi economica che investe le famiglie, provocherà un ulteriore aumento dell’evasione. Un’evasione che è da addebitare esclusivamente alle politiche e alle scelte strategiche assunte dalla fallimentare giunta Falcomatà. Come se non bastasse, emerge una scarsissima attenzione per le famiglie meno abbienti che, coniugata alla conferma di aliquote insostenibili, evidenzia la mancanza del senso della realtà e di sensibilità sociale del’amministrazione Falcomatà. Nel mentre le case sono inondate di bollette, i rubinetti delle stesse case dei reggini sono totalmente a secco. Vi è una’emergenza idrica- aggiunge- che si tenta in tutti i modi di nascondere che investe tutta la città: interi rioni, quartieri e frazioni sia nel centro che in periferia stanno soffrendo una sete spaventosa e inaccettabile. L’acqua è un bene prezioso che i reggini, tanto per cambiare, pagano letteralmente a peso d’oro (sia per le esose e insostenibili bollette che per i costi legati all’acquisto dell’acqua minerale), ma che nel 2016, anno secondo della giunta Falcomatà si è trasformato in un optional. Insomma, la realtà della città è cupa, asfittica e senza prospettive a causa di un’amministrazione comunale assente e inadeguata nei confronti della quale è sempre più urgente assumere iniziative, aperte e unitarie, per contrastarne le sortite impopolari”, conclude.