Reggio Calabria, sfiorata la tragedia al Cimitero di Lazzaro: crollano le lapidi [FOTO]

Sfiorata la tragedia preannunciata dal Comitato Torrente Oliveto e dall’ANCADIC, al cimitero di Lazzaro

Crollo lapidi cimitero lazzaro85713 (Medium)L’associazione ANCADIC Onlus ha inviato una segnalazione riguardo un pericoloso episodio avvenuto presso il Cimitero di Lazzaro a Reggio Calabria: “Le Istituzioni locali continuano a non tener conto del valore della vita umana. Nonostante le numerose segnalazioni della scrivente associazione nulla di concreto si è fatto per mettere in sicurezza i loculi pericolanti presso il cimitero di Lazzaro  e il conclamato pericolo si è materializzato probabilmente nella nottata del 26 luglio 2016. Infatti nella mattinata di tale data ci siamo accorti che due lapidi, unitamente a porzioni di cemento, colonnine di marmo, lumini, e portafiori  si erano staccati dall’alto di due loculi comunali, situati uno al quarto livello e l’altro sottostante al terzo livello (altezza circa 4 metri) che da qualche tempo minacciavano distacco, più volte da me indicati e fotografati, mentre porzioni di altre loculi si erano precedentemente staccate.
La pericolosità rappresentata dalla scrivente associazione trovava fondamento anche nella collocazione, in data 9 ottobre 2015, di una transenna metallica posizionata per cautelare una piccola area sottostante le due lapidi che erano  pronte a staccarsi (ciò aggrava le responsabilità di chi ha adottato tale provvedimento. E’ prassi consolidata cautelare le aree che determinano pericolo con del nastro segnaletico). Si rappresentava che tale misura non era idonea a proteggere da possibili crolli poiché lasciava libero il passaggio ed in caso dovesse crollare la lapide sicuramente avrebbe colpito i passanti visto che lo spazio ristretto non permetteva loro di transitare a distanza tale da evitare il pericolo.
Nonostante la consapevolezza del grave pericolo  non   sono stati disposti i lavori per la messa in sicurezza, nonché di rimuovere il pericolo per le persone. Tale omissione perdura sebbene l’Ufficio Igiene e Sanità pubblica di Melito di Porto Salvo,  avendo riscontrato che i loculi comunali oggetto della nostra segnalazione si presentavano pericolanti per la presenza di lesioni con distacco di intonaci e marmo,  inviava con nota del 15 febbraio 2016  l’esito del sopralluogo ispettivo al Sindaco del Comune di Motta San Giovanni per i provvedimenti di competenza a tutela della salute pubblica e ambientale e dell’incolumità pubblica. (la relazione è stata da noi trasmessa a codeste Istituzioni con la nota del 4 marzo 2016). Fortunatamente l’odierno evento non ha recato danni alle persone. In ogni modo l’area va, come già richiesto, subito inibita al pubblico e  consolidare i loculi perché altre lapidi son pronte a staccarsi e non si può escludere il crollo dei loculi che minacciano rovina, atteso che, come in precedenza segnalato, gli stessi presentano  profonde e diffuse lesioni prevalentemente orizzontali  lungo le facciate dei loculi ricadenti all’interno del cimitero, ma soprattutto lungo le pareti esterne lato monte, contro le quali si appoggia un vasto terrapieno, le cui funzioni di sostegno sono demandate alla parete dei loculi, di conseguenza si potrebbe produrre una spinta da determinare il crollo delle strutture.
Va ribadito che il cimitero è privo di custode e rimane aperto giorno e notte. Inoltre si eseguono interventi edilizi senza controllo degli Organi comunali. Non si comprende come sia possibile che le numerose, diversificate  segnalazioni di questa associazione  riguardanti potenziali pericoli per la pubblica e privata incolumità insistenti sul territorio comunale non abbiano prodotto gli effetti dovuti, ancor meno si comprende come sia possibile non tener conto delle certificazioni dei funzionari dello Stato. Tra le tante citiamo proprio quella dell’ASP con la quale si sottolineano i loculi pericolanti. In merito noi aspettiamo una risposta ovvero: perché non si è intervenuti.
La presente viene inviata anche al Presidente del Consiglio dei Ministri giacché sulla problematica in data 18 gennaio 2006 è stato interessato l’allora Presidente pro tempore ed anche in considerazione che la tematica in trattazione è attinente ad  altre situazioni di potenziale pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e privata portate alla Sua attenzione, tra cui: pericolosità della Ss 106, rischio esondazione torrenti, scuole e strutture pubbliche comunali che minacciano rovina, dissesti idrogeologici che minacciano pericolo per la collettività, mancata messa in sicurezza delle discariche comunali di rsu dismesse, rifiuti pericolosi interrati a Motta SG (100 fusti),  bonifica delle vaste aree circostanti l’impianto di compostaggio in località Comunia interessate dallo smaltimento illegale di fanghi di depurazione e la bonifica e messa in sicurezza dei siti ove sono stati smaltiti illegalmente i rifiuti pericolosi prodotti dalla centrale elettrica di Brindisi, ecc“.