Reggio Calabria: QVQC disegna il futuro dell’Area dello Stretto

ajaxmail L’Associazione QVQC, nata nel 2008, nella consapevolezza che l’Italia è una penisola attraversata da binari ferroviari ad Alta velocità ed i binari attraversano città e nodi metropolitani, ha quale obiettivo prioritario quello di fornire contributi di analisi e studio nella materia delle trasformazioni che interessano sia i singoli nodi che le aree metropolitane del nostro Paese, partendo dalle linee AV presenti sul territorio. Il programma delle Attività dell’Associazione per il periodo 2016/2018 è stato definito  dai soggetti aderenti al Protocollo “Quali velocità, quale città” istituito dall’Associazione (6 aprile 2016), FS Sistemi urbani, ANAS,Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,  ANCE, ANCI, ENAC, Istituzioni Universitarie ed Enti di ricerca Universitaria (CERTeT e circa quindici università), Fondazioni Culturali (Fondazione Morra, Fondazione Ugo la Malfa), Associazioni ed Ordini Professionali (CIFI, ANA, CNAPPC). I laboratori sono attivati per singoli nodi  infrastrutturali e urbani strategici per il Paese e hanno come obiettivo lo studio e le proposte per

  • i Nodi Metropolitani AV/AC nelle Città ed Aree Metropolitane già interconnesse e in quelle non ancora connesse dall’AV/AC, rispetto ai processi di rigenerazione Metropolitana e Urbana e Agenda Urbana, nonché ai nuovi bandi a partire dal recente “bando per la presentazione dei progetti per la predisposizione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei  comuni capoluogo di provincia”;
  • la realizzazione delle linee AC: Napoli-Bari, Lecce-Taranto, Palermo-Messina-Catania, Napoli-Reggio Calabria e i collegamenti con gli aeroporti;
  • le prospettive di crescita e di sviluppo del Mezzogiorno d’Italia nei confronti del Sud Europa e del Mediterraneo in relazione allo sviluppo del sistema AV;
  • la messa a sistema dei porti e degli aeroporti a servizio delle Città Metropolitane, in relazione alle connessioni con i corridoi plurimodali TEN-T;
  • lo studio del Nodo Gioia Tauro-Reggio Calabria-Messina-Catania-Area dello Stretto; il grande sistema metropolitano macroregionale meridionale;
  • il ruolo della direttrice trasversale Torino-Milano-Venezia-Verona e la macro-regione del Nord in considerazione degli interventi di completamento dei valichi alpini e il possibile scenario di integrazione con l’Europa Centrale;
  • la macro-regione del Nord integrata con l’Europa attraverso i corridoi: Mediterraneo (Lione/Torino) e Scan- med (tunnel del Brennero) appartenenti alle Reti Tras-Europee TEN-T;
  • le linee guida per lo sviluppo delle Reti e Corridoi Prioritari AV, connessioni con porti, aeroporti e piattaforme logistiche intermodali del core-network (TNT) -strumenti di finanziamento (Connecting Europe facility CEF) e Programmi Operativi Nazionali (PON)-. I Nodi Metropolitani AV/AC nelle Città e Aree Metropolitane già interconnesse e in quelle non ancora connesse dall’ AV/AC, rispetto ai processi di rigenerazione Metropolitana e Urbana;

Il Laboratorio Territoriale Città metropolitane e Area dello Stretto – nodo strategico nazionale nel contesto interregionale Calabria-Sicilia – riveste un significato strategico nel sud del Paese e nel mediterraneo  in relazione alle reti e ai nodi Ten T, alle politiche per la mobilità e per il trasporto integrato, alla legge n.56/2014 e alla legge regionale n.8/2014, alla riforma costituzionale recentemente approvata, alla riforma portuale, alle strategie del sistema sud, all’integrazione territoriale competitiva del più grande sistema urbano metropolitano meridionale. Il laboratorio  si pone l’obiettivo di definire un masterplan/action plan a scala interregionale di tipo infrastrutturale (materiale e immateriale) che si riconnetta alle reti europee in termini di intermodalità, mobilità, sostenibilità e qualità delle dotazioni e sia di supporto alla costruzione delle città metropolitane .

Parallelamente offrire una visione integrata nel breve e lungo periodo, con la consapevolezza dei grandi ritardi accumulati dal sud e l’assunzione di responsabilità richiesta al territorio affinchè le scelte di oggi non pregiudichino obiettivi futuri e costituiscano un documento unico e condiviso  a cui riferirsi nella programmazione e pianificazione. E’ una sperimentazione importante per il rilancio del territorio con la consapevolezza che le infrastrutture sono un patrimonio intergenerazionale e necessario allo sviluppo e la mobilità un diritto. Partendo dall’informazione e la conoscenza QVQC diventa motore di confronto e di scelte che partono dal territorio e si intrecciano con le riforme in corso la programmazione, la politica dello spazio europeo, il sistema paese. Le fasi e attività sono definite da un programma dettagliato che prevede anche  il supporto agli enti locali per la redazione di progetti e proposte partecipate in grado di interloquire attraverso i GIS di QVQC con lo stesso Governo. Alla Conferenza, oltre al responsabile e coodinatore del Laboratorio Territoriale Città Metropolitane e Area dello Stretto e vicepresidente di QVQC, prof. Francesca Moraci, saranno presenti: l’AD di FSSistemi urbani, nonchè Presidente di QVQC Ing. Carlo De Vito; il Vicepresidente prof. Franco Coppola; la vicepresidente di QVQC  dott. Margherita Migliaccio, Direttore Generale programmazione MIT; il Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria prof. Pasquale Catanoso; il Rettore dell’Università di Messina prof. Pietro Navarra;  I Sindaci delle Città di Reggio Calabria, Messina, Milazzo e Villa San Giovanni; Il Presidente della Provincia di Reggio Calabria; I Presidenti di Confindustria di Messina e Reggio Calabria; i Presidenti dell’ANCE regionali, Il Presidente dell’Autorità Portuale di Messina, il commissario del’Autorità portuale di Gioia Tauro,  il Presidente  della Conferenza permanente interregionale  per il coordinamento delle politiche neIl’Area dello Stretto. L’Università Mediterranea ha promosso il laboratorio attraverso  Dipartimento di Architettura e Territorio (dArTe) –direttore Gianfranco Neri- e il Dipartimento di Ingegneria Civile, dell’Energia, dell’Ambiente e dei Materiali (DICEAM) –direttore Nicola Moraci-mettendo in campo un primo gruppo di lavoro costituito da docenti dei due dipartimenti ( i proff.  Moraci, Neri, Amaro, Barresi, Leonardi,  Fazia, Gioffrè,  Mandaglio) a cui si integreranno altre figure   durante il corso dei lavori.